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Con la tessera  del Battesimo

· Problemi e soluzioni pratiche in un carteggio ancora attualissimo ·

Nel carteggio tra Giorgio La Pira e Fioretta Mazzei ci sono tutte le scottanti questioni dell’oggi affrontate con il piglio politico di cristiani che hanno «in tasca solo la tessera del Battesimo»: e così ecco i drammi del lavoro e della povertà e anche i grandi nodi internazionali.

La prima pagina  della lettera di La Pira a Fioretta Mazzei

Con tanto di soluzioni pratiche. In questa intervista Mario Primicerio, presidente della fondazione La Pira, non delinea il profilo di due figure del passato ma rilancia «un concretissimo progetto politico cristiano anche per il domani».

Che cosa insegna lo stile di La Pira all’assemblea costituente?

La Pira è stato sì uomo del dialogo, aperto al confronto, ma nel quadro di un’impostazione chiara e una strategia precisa: il patto costituzionale avrebbe dovuto garantire i valori di libertà e tutelare il conseguimento di obiettivi di giustizia. Secondo l’ispirazione cristiana. Eletto nella commissione dei settantacinque che predispose il testo per la discussione in plenaria, fu incaricato, insieme a Lelio Basso, di redigere la relazione sui principi fondamentali e i diritti e doveri dei cittadini. Per comprendere il suo stile ci torna utile quanto ebbe a confidare in un’altra lettera a Fioretta Mazzei: «La mattina ci incontrammo (Dossetti, Moro e io) con il delegato socialista (Basso). Parlai a Basso a cuore aperto: la reciproca simpatia, il calore delle nostre cordiali e franche dichiarazioni e — sovrattutto — la grazia soave che la Madonna pose nei nostri cuori operò il disgelamento. Dossetti, con le sue decisioni pronte, preparò un testo; concedemmo a Basso una parte dell’articolo 2 — che concordava con il nostro sostanziale punto di vista — e a noi fu concesso il primo».

Giampaolo Mattei

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20 ottobre 2019

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