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Il perdono è sempre risolutivo

· Dossier della Cei sull’attuazione di «Amoris laetitia» ·

Roma, 18. Incontri e percorsi di formazione, come progetti di studio e soprattutto l’avvio del «ponte giuridico-pastorale» auspicato da Papa Francesco per accogliere e accompagnare nel discernimento le persone ferite dal fallimento del proprio matrimonio e desiderose di verificarne la validità. Sono alcuni frutti dell’esortazione apostolica Amoris laetitia a oltre un anno dalla sua pubblicazione. A illustrarli è un dossier redatto dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana (Cei). Rispondendo a una richiesta pervenuta dalla segreteria generale del Sinodo dei vescovi sulla recezione del documento, l’ufficio competente della Cei ha avviato un’inchiesta sull’accoglienza di Amoris laetitia e sulle iniziative in corso per la sua diffusione e attuazione.

Due le tappe dell’indagine, condotta da ottobre 2016 a maggio 2017, che ha coinvolto le diverse realtà della Chiesa presenti sul territorio italiano. «Il processo di recezione e attuazione delle indicazioni di Amoris laetitia richiederà molto tempo», spiega don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, ma «in gran parte delle diocesi il documento è stato oggetto di una vivace attenzione» e «molti vescovi hanno deciso di impostare il loro piano pastorale annuale» sull’esortazione del Pontefice, «sottolineando la dimensione della famiglia come “soggetto” nell’azione pastorale delle Chiese locali».

Dal dossier sull’accoglienza e sui frutti nelle diocesi italiane di Amoris laetitia, stilato dalla Cei, emergono diverse modalità di «risposta». Tra queste, come accennato, il «ponte giuridico-pastorale» auspicato da Papa Francesco. Un «mezzo a disposizione di coloro che desiderano verificare la validità del loro matrimonio ormai ferito da separazioni, divorzi, abbandoni» e che si pone in un’area di confine tra pastorale e diritto, spiega monsignor Roberto Malpelo, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale etrusco, per il quale l’orizzonte è quello «di un’alleanza non solo tra teologia e pastorale ma anche tra diritto e pastorale».

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12 dicembre 2017

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