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Con la forza delle immagini

· Come si costruisce un’omelia ·

La retorica è un’arte, si impara nel laboratorio, nella bottega, nell’esercizio. L’omelia ci costringe a trovare ragioni valide per sostenere le nostre idee e ci costringe altresì a organizzare in maniera chiara e stringente le nostre argomentazioni.

Per quanto anche il linguaggio teologico sia costretto dentro le regole del linguaggio umano che lo riveste, esso conserva però una sua peculiarità, ovvero la sproporzione tra il mezzo umano e il contenuto divino.

Questa sproporzione, come notava già Abelardo, potrebbe relegare il teologo e il predicatore al silenzio. Dal momento che non possiamo conoscere Dio, ma solo assaporare qualcosa di lui, il nostro linguaggio può uscire dal silenzio solo utilizzando l’immagine e la similitudine: «Per questo in Dio nessun vocabolo sembra conservare il significato per cui è stato inventato, ma tutti gli sono attribuiti in modo traslato e sotto forma di enigmi figurati; essi devono perciò venire indagati attraverso una similitudine che si fondi su un rapporto, così da assaporare superficialmente quella ineffabile maestà utilizzando la congettura piuttosto che la conoscenza» (Abelardo, Theologia Summi Boni).

di Gaetano Piccolo

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23 aprile 2019

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