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Con intelligenza e passione a servizio dell'unità

· Monsignor Fortino ricordato dal Pontefice in un telegramma letto durante il trisaghion a Sant'Atanasio ·

Un «generoso impegno svolto con intelligenza e passione a servizio dell'unità»: così Benedetto XVI ha ricordato monsignor Eleuterio Francesco Fortino, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, morto il 22 settembre all'età di 72 anni dopo una vita dedicata alla causa ecumenica. Il telegramma del Papa, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, è stato letto dal vescovo Brian Farrell, segretario del dicastero, durante la celebrazione del trisaghion, secondo la tradizione orientale, nel pomeriggio di sabato 25, nella chiesa romana di Sant'Atanasio dei Greci in via del Babuino.

Monsignor Fortino è stato poi ricordato, domenica pomeriggio, anche a San Benedetto Ullano in provincia di Cosenza, dove era nato e dove è stato sepolto, in una cerimonia con la partecipazione del vescovo emerito dell'eparchia di Lungro degli Italo-albanesi, monsignor Ercole Lupinacci, e di tutto il clero. Aveva infatti mantenuto viva la sua radice arbereshe e monsignor Lupinacci ha voluto sottolineare proprio «il lavoro che Fortino ha continuato a svolgere a servizio della nostra Chiesa locale, soprattutto tra gli emigrati a Roma. Molto grande è stato il suo impegno nel nostro sinodo diocesano come anche nel sinodo intereparchiale a Grottaferrata tra il 2004 e il 2005».

Il trisaghion, sabato a Sant'Atanasio, è stato presieduto dal rettore, padre Manuel Nin. Mentre «ci avviciniamo all'ora del tramonto» ha esordito «la liturgia si rivolge a Cristo, il sole che non tramonta mai». E la liturgia, in tutta la ricchezza e bellezza della tradizione bizantina, è stato un grande amore di monsignor Fortino che la «curava e celebrava sempre con amore», adoperandosi «per farla conoscere anche attraverso sussidi». Nell'omelia padre Nin ha poi ricordato il servizio appassionato e «sorridente» di monsignor Fortino, sempre pronto ad accogliere a braccia aperte chiunque si presentasse a Sant'Atanasio. Una dedizione confermata dalle tantissime persone che hanno riempito la chiesa per dargli l'ultimo saluto nella preghiera. Erano presenti, tra gli altri, tutto il personale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Angelo Scelzo, sotto-segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e il direttore del nostro giornale. «È stata una testimonianza di affetto imponente e commovente che ci fa ricordare monsignor Fortino non solo come anima dell'ecumenismo e uomo di cultura, ma anche come un sacerdote che ha veramente fatto da parroco alla sua comunità italo-albanese» dice monsignor Juan Fernando Usma Gómez, capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

A ricordare monsignor Fortino, con accenti commossi, sono stati dopo l'omelia il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e l'arcivescovo Cyril Vasil', segretario della Congregazione per le Chiese Orientali.

«In questo momento — ha detto il cardinale Kasper — siamo davanti alla bara di monsignor Fortino, da tutti noi tanto amato e stimato. Quante volte lui è stato qui davanti a voi ad annunciare la parola di Dio e a celebrare la sacra liturgia, che era il centro e la forza della sua vita». A nome del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani il cardinale ha espresso «profonda gratitudine per tutto ciò che egli ha fatto. Lo faccio non solo a nome mio, ma anche di tutti i collaboratori e le collaboratrici, di tutti coloro che lo hanno stimato in questi lunghi anni».

«In monsignor Fortino abbiamo conosciuto — ha proseguito — la profonda umanità, è stato un amico fedele. Tutti noi abbiamo ammirato come, malgrado la lunga ed estenuante malattia, abbia sempre conservato il buon umore ed abbia portato avanti con coraggio un lavoro che gli stava a cuore. Abbiamo perduto un amico. Sentiremo la sua mancanza».

«Abbiamo anche perduto — ha rilevato il porporato — un grande conoscitore ed esperto della teologia, della liturgia, della spiritualità e della mentalità delle Chiese orientali, di cui lui stesso faceva parte. Davvero amava questo mondo orientale, ricco di storia e di profonda spiritualità, e ci sapeva sempre dare un consiglio fondato ed equilibrato. Monsignor Fortino ha meritato la grande stima e la sincera fiducia dei nostri partner ecumenici, che hanno tutti espresso dolore per la sua dipartita e gratitudine per il suo operato, quando li abbiamo informati che Dio lo aveva chiamato alla sua patria celeste».

«Abbiamo perduto — ha concluso — un uomo di fede, di speranza e di carità. Monsignor Fortino è stato un buon cristiano e un santo sacerdote. Lui non ne parlava molto: viveva il Vangelo con una serenità e una pace che risplendevano dal di dentro. Affidiamo ora la sua anima al Padre, fiduciosi che monsignor Fortino dal cielo ci aiuterà a realizzare il desiderio e la preghiera espressa da nostro Signore alla vigilia della sua morte: che tutti siano una cosa sola».

Quindi il vescovo Farrell — presente, con una delegazione del Dicastero ecumenico, anche alla celebrazione di domenica in Calabria — ha reso noto come tutti i partecipanti, cattolici e ortodossi, alla riunione plenaria della commissione mista per il dialogo teologico, in corso a Vienna, abbiano voluto pregare insieme e poi esprimere i loro ricordi personali che li legavano a monsignor Fortino.

Di lui il vescovo ha anche ricordato l'ultimo incontro con Benedetto XVI, il 28 giugno scorso, in occasione dell'udienza alla delegazione inviata per la solennità dei santi Pietro e Paolo dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli. E il Patriarca Bartolomeo ha anche espresso in un messaggio il proprio cordoglio personale. Infine il vescovo Farrell ha voluto sottolineare l'affetto e la stima per monsignor Fortino manifestati dall'arcivescovo ortodosso di Tirana e di tutta l'Albania, Anastasio.

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