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Nel cuore delle persone con il Vangelo

· Papa Francesco a Cuba ·

Durante il Concistoro straordinario dello scorso febbraio, dopo il mio saluto a Papa Francesco e prima dell’inizio della sessione d’apertura, il Pontefice mi ha detto: «Mi sta venendo un’idea: venire a Cuba». 

Il porporato con Giovanni Paolo II durante la storica visita nel 1998

Io gli ho manifestato il mio entusiasmo al riguardo e ho suggerito d’inserirla nel viaggio che avrebbe dovuto compiere a luglio in America latina per visitare Ecuador, Bolivia e Paraguay. Il Papa si è mostrato perplesso perché Cuba era lontana dall’itinerario previsto e perché erano già diversi i Paesi inseriti in un solo percorso, che era già troppo lungo. Ha però aggiunto: «vedremo».

Nella sessione del secondo giorno, nel pomeriggio, Papa Francesco mi ha fatto cenno di avvicinarmi al suo tavolo e mi ha detto sorridente: «Ho preso la decisione di venire a Cuba e ho già messo in moto monsignor Angelo Becciu. Cuba sarà unita al viaggio negli Stati Uniti di settembre». Gli ho risposto: «Santità, torno a Cuba con una grande gioia!» e l’ho ringraziato profondamente commosso. Dopo quelle parole pronunciate da Papa Francesco, piene di affetto pastorale per la nostra Chiesa, ancora più grande è stata la mia emozione quando l’ho sentito dire: «È il minimo che posso fare per voi». 

di Jaime Lucas Ortega y Alamino
 cardinale arcivescovo dell’Avana

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16 luglio 2019

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