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Con il peso
della responsabilità

· Il cardinale Ouellet propone sant’Agostino come esempio per i vescovi di oggi ·

L’Arca di sant’Agostino nella basilica  di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia

Ogni anno, nell’anniversario della sua ordinazione episcopale, sant’Agostino invitava a tavola i poveri: li chiamava compauperes (“nostri compagni nella povertà”). È solo un dettaglio, ma significativo, dello stile con cui il vescovo di Ippona viveva il suo ministero pastorale, portato sempre avanti — pur nella enorme autorevolezza e nello spessore spirituale da tutti riconosciuti — con umiltà e con piena consapevolezza del peso della «grande responsabilità» che il suo ruolo gli imponeva. Esempio anche per i giorni nostri, tempo in cui «non è per niente facile assumere e portare fino in fondo il peso della responsabilità che l’esercizio del ministero episcopale comporta».

Lo ha ricordato il cardinale Marc Ouellet, che lo scorso 28 agosto ha celebrato a Pavia, nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, il solenne pontificale per la memoria liturgica del santo di Tagaste. «Egli — ha detto nell’omelia — avvertiva la responsabilità che comportava l’assunzione di un tale officio: il conto che Cristo giusto giudice gli avrebbe presentato alla fine dei suoi giorni». In particolare «era consapevole che chi presiede una comunità deve per prima cosa sapere che è il servitore di tutti».

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19 marzo 2019

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