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Con il cuore dei piccoli

· All’udienza generale il Papa prosegue la riflessione sulla preghiera di Gesù ·

Nel rivolgerci a Dio con la preghiera «dobbiamo avere il cuore dei piccoli, dei poveri di spirito, per riconoscere che non siamo autosufficienti, che non possiamo costruire la nostra vita da soli». Lo ha detto il Papa all’udienza generale di mercoledì 7 dicembre, nell’Aula Paolo VI.

Proseguendo nelle sue catechesi dedicate alla preghiera di Gesù, il Pontefice ha parlato del cosiddetto «inno di giubilo messianico» che Cristo rivolge al Padre: un «gioiello» — l’ha definito — che rappresenta «l’apice di un cammino di preghiera in cui emerge chiaramente la profonda e intima comunione di Gesù con la vita del Padre nello Spirito Santo e manifesta la sua filiazione divina».

Per il Papa l’inno mostra, in particolare, che «non si può conoscere senza una comunione dell’essere». Nella sua preghiera, infatti, Gesù rivela che «la vera conoscenza di Dio presuppone la comunione con Lui: solo essendo in comunione con l’altro comincio a conoscere; e così anche con Dio, solo se ho contatto vero, se sono in comunione, posso anche conoscerlo». Soltanto il Figlio, perciò, «conosce, essendo in comunione intima dell’essere, veramente Dio e, quindi solo Lui lo può rivelare chi è Dio».

Proprio in riferimento alla rivelazione divina, il Pontefice ha sottolineato che essa «non avviene secondo la logica terrena, per la quale sono gli uomini colti e potenti che possiedono le conoscenze importanti e le trasmettono alla gente più semplice». Dio, al contrario, «ha usato tutt’altro stile: i destinatari della sua comunicazione sono stati proprio i “piccoli”». Con questa preghiera Gesù esprime dunque «la volontà di coinvolgere nella sua conoscenza filiale di Dio tutti coloro che il Padre vuole renderne partecipi; e coloro che accolgono questo dono sono i “piccoli”».

Ma che cosa significa — si è chiesto Benedetto XVI — essere «piccoli»? La risposta sta nel discorso della Montagna, laddove Cristo proclama beati i puri di cuore «perché vedranno Dio». È proprio «la purezza di cuore quella che permette di riconoscere il volto di Dio in Gesù», ha spiegato il Pontefice. «È avere il cuore semplice come quello dei bambini, senza la presunzione di chi si chiude in se stesso, pensando di non avere bisogno di nessuno, neppure di Dio», ha aggiunto in conclusione.

Al termine della catechesi, salutando in diverse lingue i gruppi di fedeli presenti, il Papa ha parlato della solennità dell’Immacolata — che egli celebrerà giovedì 8 dicembre con il tradizionale omaggio alla colonna mariana in piazza di Spagna — richiamando soprattutto l’atteggiamento di «singolare adesione al progetto salvifico di Dio» da parte di Maria.

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