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L’esempio degli apostoli

· Simposio sulla nuova evangelizzazione in India ·

L’evangelizzazione, specialmente dei poveri, dei malati e dei bisognosi, è la priorità della Chiesa in India. È quanto è stato ribadito nel corso del simposio nazionale «New Evangelization for the Church in India», organizzato nei giorni scorsi a Bangalore, capitale del Karnataka, dalla Pontifical Mission Organization e dalla Commission of Proclamation della Conference of Catholic Bishops of India. 

L’incontro, al quale hanno partecipato vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi e fedeli laici provenienti da ogni parte del paese, è stato l’occasione per acquisire spunti e idee e affrontare con rinnovato entusiasmo le sfide del complesso contesto sociale. A partire dalla coesistenza delle diverse realtà religiose. In India, infatti, i cristiani sono poco più del 2 per cento e rappresentano la terza religione maggiormente professata. La maggioranza, infatti, appartiene alla religione hindu, quasi l’80 per cento, seguita da quella islamica, circa il 14 per cento. Una piccola percentuale raccoglie sikh, buddisti con altre religioni locali. In questa cornice purtroppo sono in aumento gli episodi di violenza a sfondo religioso, per la maggior parte proprio contro i cristiani indiani, spesso perpetrati da nazionalisti hindu. È chiaro dunque come i vescovi indiani abbiano dato voce in questo simposio nazionale alle molteplici difficoltà di un processo di nuova evangelizzazione tanto atteso e auspicato, quanto di non facile applicazione.

In questa prospettiva, l’intervento dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, è risultato utile per offrire nuove prospettive pastorali. A ciò si sono aggiunte le riflessioni dell’arcivescovo Giovanni Pietro Dal Toso, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, del vescovo di Allahabad, Raphy Manjali, presidente della Commission for Proclamation, e di don Andrew Small, direttore della Pontifical Mission Societies degli Stati Uniti.

Centrale nel dibattito, poi, è stato il magistero di Papa Francesco. La lettura di Evangelii gaudium ha aperto, infatti, delle prospettive squisitamente pastorali che pongono la contemplazione, l’ascolto e l’attenzione verso l’altro, come punto cardine del processo di evangelizzazione. Il primato della contemplazione sull’azione permette di non «correre invano» nell’evangelizzare, mantenendo l’attenzione fissa sull’essenziale, la vita in Cristo e la contemplazione del Vangelo, con il cuore aperto verso l’altro. Parallelamente, l’enciclica Lumen fidei definisce l’identità del cristiano, testimone della fede in Cristo, che costruisce la sua vita sulla verità dell’amore di Cristo. L’invito dunque è di riscoprire le «ragioni del cuore» che consentono una conoscenza coerente della fede attraverso l’amore. (fabrizio contessa)

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15 settembre 2019

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