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Con i più deboli

· Leader religiosi in Indonesia contro lo sfruttamento minerario indiscriminato ·

Numerosi leader religiosi e centinaia di persone hanno manifestato nei giorni scorsi presso Kupang, in Indonesia, contro un progetto di estrazione di manganese nella zona di South Central Timor. I manifestanti hanno chiesto al Governo di Jakarta di revocare il permesso alla società estrattiva titolare della concessione, accusata di inquinare notevolmente l’intero territorio.

Questa — riferisce l’agenzia Ucanews — sulla base di un permesso accordato nel 2008, è autorizzata a svolgere le sue attività su 4555 ettari di terra che coprono sei villaggi in due sub-distretti. I leader religiosi, assieme agli abitanti dei villaggi coinvolti dal progetto, hanno messo in atto la protesta davanti alla sede del quartier generale della polizia distrettuale mentre una manifestazione analoga si teneva davanti alla sede della compagnia mineraria. L’attività della società estrattiva — ha sottolineato il francescano padre Yohanes Kristoforus Tara della “Franciscan Justice, Peace and Integrity” — «minaccia seriamente le risorse vitali della popolazione locale». I lavori avviati hanno già danneggiato il territorio, prosciugando diverse falde acquifere. Circa 6000 ettari di risaie nel villaggio di Oebelo probabilmente subiranno analoghi effetti. I rifiuti della compagnia mineraria — ha proseguito il religioso — «minacciano la salute della popolazione locale, tant’è che alcuni abitanti del villaggio hanno iniziato ad avere irritazioni cutanee a causa dell’acqua inquinata». Padre Tara ha spiegato che, sulla scorta di quanto affermato dal Papa nell’enciclica Laudato si’, è determinato a sostenere le proteste della gente: «Noi — ha ricordato il religioso — lottiamo per i deboli, affinché che non diventino vittime, e per la salvaguardia della terra».

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26 aprile 2019

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