Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Con i piccoli stregoni
di Brazzaville

· ​Accanto ai ragazzi di strada fra povertà e pregiudizi ·

Nella capitale del Congo sono almeno duemila i ragazzi di strada che vengono seguiti da varie organizzazioni assistenziali. Ma, secondo diversi osservatori, i minori che a Brazzaville vivono per la strada, tirando avanti con i più diversi espedienti e dormendo in rifugi improvvisati, sono almeno il doppio. Un vero e proprio scandalo, per certi versi anche relativamente inedito soprattutto per un paese particolarmente ricco di risorse naturali: dal petrolio, di cui è il quarto produttore continentale, al gas naturale, al legname pregiato fino ai diamanti.

«Il Congo Brazzaville è una nazione ricca. Ma la ricchezza non è egualmente distribuita e la povertà regna: oltre il 50 per cento dei congolesi vive sotto la soglia di povertà. Tra le prime vittime ci sono bambini e bambine», spiega con amarezza padre Domenico Domenici, missionario francescano. Per questo da oltre 20 anni, i frati francescani della Repubblica del Congo, nella loro missione di fedeltà al Vangelo e di prossimità con i più poveri, aiutano i ragazzi di strada di Brazzaville. Offrono loro cibo e alloggio, li curano, li aiutano a studiare e a imparare un mestiere.
Fino a circa trenta anni fa il problema dei ragazzi di strada era quasi inesistente in Africa. La grande famiglia allargata era in grado di farsi carico anche degli orfani. Oggi però la struttura sociale si sta disgregando e la struttura tradizionale non riesce a garantire una vita serena a chi viene abbandonato. Certe mentalità sono dure a morire e così addirittura molti ragazzi vengono abbandonati anche perché ritenuti “baby stregoni” che portano il maleficio sulla famiglia. Altri ragazzi rimangono orfani. Altri ancora vengono abbandonati perché nonni o zii che si sono fatti carico di loro non riescono più a mantenerli. Altri fuggono dalle violenze. «Alla base — racconta ancora all’agenzia Fides padre Domenico — c’è sempre la povertà. Crescendo in strada non hanno affetti, non possono studiare, non imparano un mestiere. Spesso sono preda della microcriminalità. Spesso la polizia ce li porta in comunità chiedendoci di accoglierli».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE