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Con i muri ci si rinchiude

· ​Incontro dei vescovi di Francia, Germania e Regno Unito sui migranti ·

Dare “priorità” ai minori non accompagnati; invitare i Governi al “realismo politico”; affrontare i problemi “senza paura”: le sfide sono grandi, per questo le Chiese in Europa devono collaborare sempre di più. È il messaggio emerso dall’incontro che si è tenuto a Parigi fra i vescovi rappresentanti delle Conferenze episcopali di Francia, Regno Unito e Germania per fare il punto sulla situazione migratoria nei rispettivi Paesi. All’incontro ha partecipato anche monsignor Duarte da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).

Il punto di partenza è stata la situazione di Calais, che coinvolge soprattutto gli episcopati di Francia e Inghilterra. Una situazione che si sta evolvendo, da un lato verso una dispersione dei migranti sul territorio francese e dall’altro verso l’arrivo continuo di migranti che vogliono passare oltre Manica.
C’è molta preoccupazione in particolare per la situazione dei minori non accompagnati che si trovano attualmente in Europa. I minori a Calais sono attualmente 600/700. Sono diminuiti rispetto alle stime di qualche tempo fa, perché una gran parte di loro sono stati portati nei centri di accoglienza e orientamento. Sono ragazzi per la maggioranza attorno ai 15 ai 16 anni. I loro genitori sono rimasti in Siria o sono morti e loro tentano di raggiungere un parente nel Regno Unito. Se non ci riescono, sono destinati inesorabilmente a un futuro da irregolari o a ingrossare le fila di quanti sono in perenne attesa della concessione del diritto di asilo.
Secondo monsignor Da Cunha, «solo se noi amiamo e accogliamo l’altro con amore, la risposta sarà di amore. Se invece abbiamo paura e ci difendiamo, la risposta sarà di sfida e di tensione. La Chiesa — ha spiegato al Sir — è prudente, cauta, realista. È in prima linea a prendersi cura della gente quando ha bisogno ma è anche impegnata a costruire non tanto a parole, ma con gesti concreti un’armonia e una coesione sociale. E questo la Chiesa lo sta facendo in tutta Europa, dal nord al sud. La risposta al populismo non è una ideologia, è una vita».

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21 ottobre 2019

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