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​Con i discendenti dei nativi

Nella prima messa presieduta in terra statunitense Francesco ha iscritto nell’elenco dei santi il francescano di origine spagnola Junípero Serra. È stata anche la prima canonizzazione celebrata negli Stati Uniti. Il rito si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 23 al santuario nazionale dell’Immacolata Concezione, dedicato nel 1959 alla patrona degli Stati Uniti e la cui cupola e il campanile dominano la zona nordorientale di Washington.

Un momento molto atteso di gioia e di festa per la Chiesa di questa nazione, rappresentata da tutti i vescovi, accompagnati da moltissimi sacerdoti e religiosi, e da quindicimila fedeli che hanno gremito l’ampio piazzale alla sinistra della basilica — dove era stato allestito il palco papale — e la scalinata che porta al sagrato. Sono arrivati da diverse diocesi, soprattutto dalla California. Perché padre Serra, missionario tra gli indios, è stato il grande evangelizzatore di quella terra, fondatore di missioni in villaggi oggi diventati moderne città.

Il Papa nell’omelia ha ricordato i tratti caratteristici di padre Serra, che ha saputo testimoniare la gioia del Vangelo, rispettando usi e caratteristiche della comunità nativa, difendendone la dignità, proteggendola da quanti ne avevano abusato. E un gruppo di venti persone, discendenti di quelle comunità, ha potuto poi salutare il Pontefice, che ha deposto un rosario d’oro davanti alla statua dell’Immacolata accanto all’altare.

Lasciato il santuario mariano, Francesco si è diretto in auto verso il vicino seminario diocesano San Giovanni Paolo II, dove ad attenderlo alla scalinata d’ingresso c’erano una cinquantina di seminaristi. Ma prima c’è stato un fuori programma: la visita alla casa delle Piccole sorelle dei poveri, dove si è trattenuto per alcuni minuti. 

dal nostro inviato Gaetano Vallini

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26 maggio 2019

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