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Con i bambini e i poveri

I poveri, gli emarginati, le persone sole, quanti vivono «nelle tenebre del peccato e dell’errore», ma soprattutto i bambini gettati «nelle squallide mangiatoie di dignità», sui marciapiedi sotto le bombe e sui barconi, uccisi prima di nascere o dalla fame o dalla guerra, sono stati i protagonisti della messa della notte di Natale celebrata da Papa Francesco nella basilica vaticana. E le cinque intenzioni della preghiera dei fedeli — pronunciate anche in russo, arabo e cinese — hanno rilanciato subito l’essenza dell’omelia del Pontefice, con il suo invito a «lasciarsi interpellare» fino a «farsi piccoli» per «festeggiare il vero Natale», liberi dalla mondanità.

A esprimere, anche con i gesti, il messaggio di Francesco ci hanno pensato dodici bambini che, insieme con lui, hanno reso omaggio alla statuetta del Bambino Gesù collocata sul tronetto davanti all’altare della confessione.

Proprio all’inizio della celebrazione, i piccoli — di età compresa tra i sei e gli undici anni — hanno deposto una composizione floreale, dopo che il Papa aveva tolto il velo che ricopriva la statuetta, l’aveva baciata e incensata. E i bambini hanno in qualche modo rappresentato tutto il mondo. A cominciare dalla rwandese Gioia Maria Pace Ineza Kijihura, di sette anni. Accanto a lei tre bambini provenienti dall’India: Kevin Kokadan, Michelle Augustine Palayil e Joseph Savina, rispettivamente di sei, sette e otto anni. A ricordare, poi, i viaggi di Papa Francesco nei loro paesi c’erano anche due i piccoli messicani (Alessia Ocha Pedroza e Maria Paula Contreras Gutierrez, entrambe di nove anni), due bambini armeni (Nerina e Jenivill Markaryan, di otto e undici anni) e due polacchi (Vittoria Ignarska e Jakub Checconi, di otto anni). Infine del vivace e coloratissimo gruppo facevano parte anche due piccoli italiani: Daniele e Tay Scamardì, di dieci e sei anni.

La messa è iniziata alle 21.30, preceduta dalla preghiera del rosario, con il canto della Kalenda che il Pontefice ha seguito davanti all’altare della confessione.

Al termine della celebrazione, com’è consuetudine, Francesco ha portato la statua del Bambino Gesù lungo la navata centrale per sistemarla nel presepe allestito nella cappella della Presentazione, nella navata sinistra della basilica. Ad accompagnarlo i dodici piccoli «amici» e anche la suggestiva melodia di Tu scendi della stelle.

Un momento particolarmente significativo in questi giorni di spirito natalizio è stato per Francesco l’incontro con il Papa emerito: nel pomeriggio di venerdì 23 si è infatti recato al monastero Mater Ecclesiae nei Giardini vaticani per porgere gli auguri per il Natale, come ogni anno, a Benedetto XVI. Il gesto si inserisce nella semplicità del rapporto quotidiano tra Francesco e il Papa emerito.

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20 settembre 2019

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