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Dalla parte
degli agricoltori

· ​La Caritas delle Filippine sulle recenti manifestazioni a Quezon City ·

I contadini filippini che stanno protestando in questi giorni di fronte al Palazzo dei Rappresentanti di Quezon City avanzano richieste legittime e la risposta delle autorità non deve essere violenta. 

È questa la posizione espressa dalla Caritas del Paese asiatico, in merito alle manifestazioni avvenute nei giorni scorsi. In un comunicato, l’ente caritativo ha lamentato l’uso, da parte delle forze dell’ordine, di lacrimogeni, spray al peperoncino e cannoni ad acqua. Negli scontri, diciassette contadini sono rimasti feriti agli occhi e sono stati trasportati all’East Avenue Medical Center di Quezon City. I manifestanti provenivano da ogni parte del Paese e avevano dato vita a una marcia di diciassette giorni, direzione la capitale Manila, per protestare contro un emendamento al progetto di legge 4296, che dovrebbe essere approvato dal Governo il mese prossimo e che viene considerato favorevole ai grandi proprietari terrieri.

Secondo padre Edwin Gariguez, direttore generale della Caritas filippina, le forze di sicurezza avrebbero dovuto negoziare in modo diplomatico, invece che reagire con la violenza. «Questi poveri contadini — ha ricordato il religioso — erano disarmati. Non sono animali e men che meno criminali. Erano lì solo per chiedere quello che gli è dovuto secondo la legge di riforma agricola». Il progetto di legge 4296 — alla cui approvazione i contadini sono favorevoli — sarebbe il necessario completamento del Comprehensive Agrarian Reform Program (Carp), avviato nel 1988 dall’ex presidente Corazón Aquino e scaduto per mancanza di fondi nel 2014. La riforma prevede l’acquisizione da parte del Governo di tutti gli appezzamenti di terra superiori ai sette ettari e la loro vendita ad agricoltori senza proprietà. I precedenti possessori vengono retribuiti a rate dal Governo per 15 anni.
Alla scadenza del Comprehensive Agrarian Reform Program nel 2014, mancavano ancora più di un milione di ettari di terra da distribuire, e il progetto di legge 4296 ha come scopo la portata a termine del programma. Gli agricoltori ora protestano contro il tentativo di alcuni proprietari terrieri che, attraverso il citato emendamento, stanno cercando appunto di essere esentati dall’esproprio delle loro terre.

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15 settembre 2019

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