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Comunque grazie di tutto caro Hitch

· Tippi Hedren e il maestro del brivido ·

Se non fosse stato per Hitchcock, non sarebbe mai diventata un’attrice famosa, ma per colpa di Hitchcock la sua carriera non fu così luminosa come avrebbe meritato di essere. E quando il maestro del brivido morì (29 aprile 1980), Tippi Hedren — con lo stupore dei presenti che ben conoscevano gli inquietanti retroscena del loro tormentato rapporto di lavoro — al funerale depose una corona di fiori sulla sua bara, mormorando: «Comunque grazie di tutto caro Hitch».

Una scena del film «Gli uccelli» (1963)

Il significativo episodio è raccontato dall’attrice nel suo libro Tippi. A memoir (New York, Harper Collins, 2017, pagine 275, sterline 14,49) in cui in una sorta di odi et amo catulliano Hedren, ora ottantaseienne, pur riconoscendone il genio — a suo dire pari solo a quello di Charlie Chaplin — non risparmia a Hitchcock strali velenosi, perché troppo insistente, anche oltre il dovuto decoro, nel farle la corte. Le avances furono sempre respinte, e la sua «serietà» — come puntualizza lei stessa — le costò assai cara. Infatti dopo aver girato il celeberrimo Gli uccelli (1963), che la fece conoscere al grande pubblico, Hedren fu subissata dalle richieste di numerosi registi desiderosi di scritturarla per nuovi film. Ma lei aveva un contratto con Hitchcock per altri sei anni, e il maestro del brivido — che si vide rifiutato dalla bionda Tippi — impedì che l’attrice recitasse in pellicole (destinate a fare la storia del cinema) che non fossero le sue. «Lui mi creò, ma poi mi volle distruggere» si legge in un passo della biografia.
La quale, in realtà, non riguarda solo la sua accidentata parabola nel mondo della celluloide: la seconda parte del libro, infatti, tratta con dovizia di particolari il suo grande amore per gli animali, per i cui diritti (molto spesso violati) lottò con ammirevole tenacia: addirittura finì per ospitare nella propria abitazione due leopardi non certo mansueti.
Altrettanto interessante è la parte dedicata al suo impegno, insieme ad altre donne, profuso in Vietnam a sostegno dei soldati statunitensi rimasti feriti in quel terribile conflitto: Tippi allora seppe distinguersi in una coraggiosa attività umanitaria che in realtà non è nota a molti.
Ma indubbiamente il libro attrae con maggiore forza il lettore, soprattutto se questi è un ammiratore dei film dell’epoca d’oro di Hollywood, quando dispensa aneddoti e curiosità che fanno da gustoso sfondo e stimolante contorno ai due capolavori girati da Hitchcock con Tippi come attrice protagonista: Gli uccelli, come detto, e il non meno noto Marnie, con Jean Connery (1964).
Prima di essere scritturata per Gli uccelli, Tippi aveva recitato solo in un film, peraltro come comparsa. Hitchcock la notò, nel 1962, durante uno spot che pubblicizzava una bevanda dietetica. «Ecco la nuova Grace Kelly!» avrebbe detto alla moglie, Alma, anche lei un genio del cinema, al pari del marito: si dice che ogni intuizione di scena del maestro del brivido dovesse sempre avere l’imprimatur della consorte, famosa pure perché non si lasciava mai sfuggire neppure i minimi errori, i quali, una volta finite le riprese di un film, potevano essere dileggiati dalla critica e dal pubblico come sviste clamorose. La stessa Hedren ricorda che fu Alma l’unica ad accorgersi che l’attrice, Janet Leigh, dopo essere stata uccisa a coltellate nella straordinaria scena della doccia in Psycho (1960) continuava, seppure impercettibilmente, a respirare. «Non finii mai di ringraziare mia moglie» confessò Hitchcock anni dopo.
All’indomani di quello spot pubblicitario arrivò a Tippi la telefonata del regista: le fissava un colloquio per il film che avrebbe girato a breve. L’attrice, da principio, pensò a uno scherzo, anche perché quel film cui aveva accennato Hitchock già si sapeva che sarebbe stato Gli uccelli, ovvero una pellicola destinata a essere celebrata nel mondo del cinema negli anni a venire. E tantissime erano le donne che aspiravano a comparire, anche per pochi fotogrammi, nel nuovo lavoro del maestro del brivido. E quando il regista la vide di persona, confermò la sua prima impressione: Hedren era la nuova Grace Kelly e quindi avrebbe avuto la parte di Melania Daniels, la protagonista di Gli Uccelli (tratto dall’opera The birds di Daphne du Maurier).
«Per me fu una vera e propria sfida» sottolinea Tippi. Da un lato c’era un’attrice acerba, senza esperienza, dall’altra un mostro sacro, noto peraltro per la maniacale attenzione al dettaglio. «Passai notti insonni chiedendomi se ce l’avrei mai fatta» ricorda. Tante furono le disavventure durante la preparazione del film, ma i suoi sforzi furono coronati da successo. Tippi dovette fare i conti, nel corso delle riprese, con uccelli impazziti: uno la sfregiò sotto l’occhio destro. «Mi avesse colpito un centimetro più su, l’occhio l’avrei perso» scrive l’attrice.
Faceva parte della troupe un esperto domatore di uccelli, chiamato da Alma per evitare danni agli attori (e non solo). Ma sembra che Hitchcock, alla fine, non volle fruire dei suoi servizi per sfruttare, a beneficio del realismo di scena, tutto l’impeto selvaggio di quegli imprevedibili animali. Dopo quell’incidente, Tippi si rivolse al regista chiedendo di adottare le dovute precauzioni. Hitchcock le rispose che poteva scordarsele: avrebbe invece fatto meglio a concentrarsi sulla scena finale, che l’avrebbe vista entrare nel solaio gremito di uccelli, pronti ad attaccare. «Perché dovrei acconsentire a girare questa scena?» chiese l’attrice. «Perché è prevista dal copione» le rispose, con freddo cinismo, Hitchcock.

Nel salire quelle scale che portavano al solaio, ricorda Tippi, «ero furiosa contro Hitch e mi sentivo come Giovanna d’Arco diretta verso il rogo». La scena fu girata una sola volta e da lei interpretata in modo magistrale (in quel fatidico momento era presente Cary Grant che rimase ammirato da tanto coraggio) e anche grazie a quella scena Hedren è diventata una stella del cinema, mai tramontata nell’immaginario collettivo. Insomma, caro Hitch, nonostante tutto, grazie!

di Gabriele Nicolò

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13 novembre 2018

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