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Comune bellezza

· ​Ortodossi e cattolici nella vecchia e nuova Europa ·

È la reciproca diffidenza nei fondamenti, nella fede, la vera causa della divisione che affligge il mondo cristiano: ad affermarlo è il direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose «Alberto Marvelli», delle diocesi di Rimini e di San Marino - Montefeltro, nella postfazione — di cui pubblichiamo ampi stralci — al libro di Laura Gloyer Incontriamo la Chiesa sorella ortodossa (Brescia, Els Scuola, Editrice Morcelliana, 2016, pagine 136, euro 10).

Iconostasi nella cattedrale della Santa Trinità a Sergiev Posad

Nel villaggio globale che ancora distrattamente abitiamo, la cristianità s’interroga sulla sua identità culturale e spirituale, nel tentativo di ritrovare un ruolo e un senso nel mondo. Mentre la nuova Europa è oggi di fronte a un’inedita prova di civiltà e convivialità delle differenze, suscitata dagli inarrestabili flussi migratori e dalla crescente ferocia del fondamentalismo e del terrorismo ammantati di religiosità, ma che in realtà nascondono solo l’empio e intollerabile oltraggio del nome di Dio, non senza turbamento si torna a riflettere sulle differenti radici della cultura cristiana, sulle sfide che questa è chiamata ad affrontare con inedito genio spirituale e rinnovato éthos umanizzante. Il mutamento di paradigma in atto impone anzitutto di ripensare il rapporto tra l’Europa e il suo Oriente, ritornando alla metafora dei «due polmoni dell’Europa cristiana» coniata già nel 1930 dal pensatore russo Vjačeslav Ivanov (recuperata in più occasioni dal beato Giovanni Paolo ii). All’inizio del terzo millennio la problematica relazione con l’altro volto dell’Europa, e conseguentemente con la controversa e mai risolta questione dell’Europa e la Russia, restano ancora cruciali, non soltanto in termini geopolitici, ma anzitutto in termini culturali e spirituali. Nello stesso tempo, i cristiani presenti nell’Europa orientale, in gran parte ortodossi, sono molto differenti non soltanto rispetto all’Occidente, ma anche fra loro, fra una nazione e l’altra. Non possiamo prescindere da queste diverse identità confessionali. Come trascurare a questo proposito quella terra dell’estremo sud dell’Europa, che fu seme dell’intera Europa: la Grecia? Come trascurare il lievito del cristianesimo bizantino che fermentò la pasta dell’intera Europa orientale fino al battesimo dell’antica Rus’?

di Natalino Valentini

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12 novembre 2019

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