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​Compromesso al ribasso

· Delude l’intesa raggiunta alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima Cop24 ·

È un compromesso faticoso e sostanzialmente incompleto quello raggiunto due giorni fa alla conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico Cop24. Nonostante gli appelli, le promesse e gli annunci, le delegazioni dei 196 paesi riunite a Katowice, in Polonia, non sono state in grado di produrre un accordo ambizioso e, soprattutto, chiaro. Non è stato detto nulla sulla necessità di accelerare la decarbonizzazione dell’economia e di fissare obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni più stringenti di quelli attuali, come invece richiesto dalle recenti ricerche.

Sulla carta, il documento approvato ha fissato le norme operative per la realizzazione dell'accordo di Parigi firmato nel 2015 che fissa il tetto dell'aumento delle temperature globali al 1,5 / 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Inoltre, il documento ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra i paesi più ricchi e quelli in via di sviluppo, che hanno interessi diversi e differenti piani di crescita economica. La Banca Mondiale ha annunciato un finanziamento di 200 miliardi di dollari per cinque anni a sostegno dei governi che mettono in campo politiche concrete contro i cambiamenti climatici. Secondo il segretario generale dell'Onu, António Guterres, «l’approvazione del programma di lavoro sull’accordo di Parigi è la base per un processo di trasformazione che richiederà un’ambizione rafforzata dalla comunità internazionale». Come detto, il testo dell'accordo appare poco chiaro e lacunoso proprio su alcuni aspetti decisivi. Lo hanno sottolineano moltissime associazioni e organizzazioni non governative, secondo le quali la Cop24 è stata un'occasione sprecata, un fallimento. Va inoltre detto — come sostengono numerosi osservatori — che sul lavoro della Cop24 hanno pesato le tensioni geopolitiche globali. I paesi produttori di combustibili fossili, come Arabia Saudita e Russia, hanno cercato di rallentare il più possibile la ricerca di un compromesso e giocato al ribasso. Un atteggiamento simile a quello degli Stati Uniti.

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17 ottobre 2019

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