Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Complessa e disarmante

· ​Una nuova biografia di Dorothy Day ·

«Aver conosciuto Dorothy Day significa passare il resto della vita a chiedersi che cosa di lei ti abbia urtato» ha scritto, diciassette anni dopo la morte della fondatrice del Catholic Worker, la nipote Kate. «Da un lato, ha dato fisicamente e spiritualmente una casa a così tanti di noi; dall’altro, ha scosso le nostre autentiche fondamenta».

È Patrick Jordan a riportare queste parole in chiusura del suo libro Dorothy Day. Love in Action (Collegeville, Liturgical Press, 2015, pagine 132, dollari 12,95), pubblicato nell’ambito della collana People of God, che presenta le biografie di importanti figure cattoliche vissute tra ventesimo e ventunesimo secolo. Una serie in cui, oggettivamente, non poteva mancare una figura del calibro di Dorothy Day (New York 1897-1980).
Donna di enorme spessore umano, culturale e spirituale, Dorothy Day è stata molte cose insieme: giornalista, attivista appassionata al fianco di poveri, senzatetto e lavoratori, pacifista convinta, fondatrice — con Peter Maurin — del movimento Catholic Worker e della rivista omonima, questa donna ha trascorso la sua vita cercando di mettere quotidianamente in pratica il discorso della montagna. Oltre che attraverso gli articoli che ci ha lasciato, le lettere e i diari, è possibile ascoltare la sua inesauribile testimonianza attraverso una serie di libri usciti negli Stati Uniti, scritti da persone che hanno vissuto con lei nel movimento.
È esattamente questo il caso di Patrick Jordan, che — assieme alla moglie — la conobbe nel 1968, rimanendole vicino fino alla morte. Editor della rivista «The Catholic Worker», dopo aver curato altre pubblicazioni su Dorothy Day, Jordan ha deciso di ripercorrere in questo volume la storia di colei che lo storico David O’Brien ha definito «la figura più importante, interessante e influente nella storia del cattolicesimo americano».
Love in Action non è una biografia in senso tradizionale: si tratta piuttosto dell’insieme di riflessioni scaturite dall’incontro con una donna estremamente complessa, ritratta con profondità e onestà. Ironica, colta, esigente con se stessa e con gli altri, grande ascoltatrice ma anche, a tratti, autoritaria e irascibile, Day è stata una combattente armata del Vangelo. Combattente nella tenacia e nella radicalità con cui ha difeso e condotto il suo progetto a favore degli ultimi in opposizione alla società statunitense, alla Chiesa cattolica e agli egoismi umani. Compresi i propri. La certezza che ha mosso Dorothy Day nel suo lungo, tenace e fruttifero cammino è che siamo tutti immagine e somiglianza di Dio, tutti concepiti nel suo amore per cui ciascuno di noi è assolutamente prezioso.
Per chi l’ha conosciuta, nessun dubbio, scrive Jordan, che Dorothy Day sia stata una santa: la singolarità della sua vita; i gesti e le parole profetiche per le quali ha sofferto; la moltiplicazione dei pani e dei pesci che le case del Catholic Worker sparse per il mondo continuano indefesse a realizzare; la sua continua testimonianza in favore della pace, della giustizia e del creato che oggi ispira tante persone. Simile ai veri santi, come noi, peccatori nella carne e nello spirito: «Dorothy è stata una persona complessa, trascinante, a volte contraddittoria e per molti aspetti disarmante. C’era una purezza nella sua anima che aiutava ad avvicinarsi alla purezza di Dio, e un’accettazione della semplicità in lei che induceva chi la incontrava ad apprezzare ogni singolo boccone. Ed era animata da una radicalità che ti portava a voler condividere le sofferenze degli altri e a cambiare il mondo».
«Ma per me — prosegue Jordan — Dorothy era più che semplicemente una santa. Era un profeta, un profeta americano che è stata in grado di chiamare a rendere conto delle proprie scelte non solo i singoli, ma la Chiesa, lo Stato e la società americana nel suo complesso. Perché, come ha scritto il teologo Luke Timothy Johnson, essere profeti non è solo questione delle cose che si dicono, ma del modo in cui si sta al mondo».
Alcuni, scrisse Dorothy nel suo diario (era il 1961), «pensano che la cosa più importante per il Catholic Worker sia la pace. Altri vanno più in profondità, e dicono la povertà. Altri ancora la provvidenza. Ma in realtà, alla base di ogni cosa c’è l’amore. Ama i tuoi nemici è il fondamento di tutto». La vita di questa donna, appunto: L’amore in azione.

di Giulia Galeotti

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE