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Compassione e giustizia

· Alla conferenza nazionale i presuli statunitensi rinnovano l’appello per la riforma dell’immigrazione ·

Washington, 8. Compassione e giustizia: i presuli statunitensi tornano con determinazione ad affrontare il tema dell’immigrazione sollecitando nuovamente l’approvazione di una legge specifica che, appunto con «compassione» e «giustizia», vada a sanare la situazione troppo spesso angosciante in cui vivono più di dieci milioni di immigrati privi di documenti. Persone continuamente esposte allo sfruttamento e alla mancanza di accesso ai servizi essenziali.

L’occasione è la conferenza nazionale sulle migrazioni, evento organizzato dal Servizio episcopale per i migranti e i rifugiati, insieme alla Caritas locale e alla Rete legale cattolica per l’immigrazione. Quattro giorni di lavori — da lunedì 7 a giovedì 10 — in cui circa ottocento persone quotidianamente coinvolte nel servizio ai migranti sono chiamate a confrontarsi sugli argomenti più scottanti, come quelli relativi ai rifugiati, ai minori non accompagnati, alle vittime della tratta.

La comunità cattolica — ha spiegato introducendo i lavori il vescovo ausiliare e vicario generale di Seattle nonché presidente della Commissione episcopale sull’immigrazione, Eusebio L. Elizondo — «continuerà a spingere» affinché i legislatori approvino quanto prima, già entro la fine dell’anno, l’attesa legge di riforma del sistema migratorio. «La nostra missione, come Chiesa, è quella di difendere i diritti dei migranti, non importa quale sia la situazione politica o quello che dicono i sondaggi», ha detto il presule ribadendo che quella dell’immigrazione è una «importante questione nazionale» che deve essere affrontata con sollecitudine dai legislatori dei due schieramenti politici.

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