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Come uno sterminato campo di fragole

· Il concilio Vaticano II nel diario inedito di don Andrea Spada, storico direttore del quotidiano «L’Eco di Bergamo» ·

Sino a poco fa riposavano nella biblioteca di un paese montano della bergamasca, Schilpario, nella Val di Scalve. Ora, trascritti, annotati e arricchiti con altri testi, arrivano al grande pubblico sotto il titolo preso in prestito dall’allocuzione di apertura del Vaticano II pronunciata la mattina dell’11 ottobre 1962: Gaudet Mater Ecclesia (a cura di Roberto Belotti, edito dal Centro Studi Valle Imagna, pagine 376). Una scelta comprensibile: perché ai due quadernetti di cui stiamo parlando, l’autore — don Andrea Spada, longevo schilpariese direttore del quotidiano «L’Eco di Bergamo» — aveva affidato proprio il suo diario della prima sessione conciliare. Quella che, per usare le parole del cardinale Roberto Tucci, «aiutò i vescovi a capire meglio il senso di quell’assemblea e a conoscersi di più».

Vergate durante gli interventi in aula pronunciati in latino, le note, che abbracciano il periodo 27 ottobre — 20 novembre, poi quello 28 novembre — 6 dicembre 1962, palesano innanzitutto un entusiasmo sincero e la consapevolezza della posta in gioco: «Come si può non essere entusiasti e commossi dinnanzi a questo meraviglioso spettacolo di libertà di parola, di respiro, di amore alle anime?».

Seguono rapide pennellate d’autore: il rosso degli zucchetti e delle mantellette — ad esempio — gli fa affiorare «l’idea di uno sterminato campo di fragole».

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15 novembre 2019

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