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Come
uno spartito musicale

· ​Gli Esercizi Spirituali ai tempi di Wikipedia ·

Pubblichiamo stralci dell’intervento del segretario della Compagnia di Gesù in occasione della conferenza di presentazione del restauro del più antico manoscritto degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio. L’incontro si svolge nel pomeriggio del 29 aprile, presso la Pontificia Università Gregoriana.

La firma autografa  di Ignazio di Loyola

Oggi ci siamo incontrati per riflettere e venire a conoscere la situazione di alcuni fogli, scritti verso la metà del secolo xvi. Si potrebbe dire, chiedendo venia, che il nostro è “un incontro originale”. Parleremo del manoscritto degli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola. Fra di noi, che ci incontriamo oggi in questa aula magna dell’Università Gregoriana, vi sono interessi molto diversi. Lasciamo che ciascuno li tenga presenti per se stesso e speriamo che, al termine della nostra sessione, questi interessi abbiano avuto una risposta soddisfacente.

Se qualcuno ci avesse visti entrare nell’università e ci avesse domandato qual era l’oggetto della nostra riunione, la risposta sarebbe stata «Andiamo a parlare degli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola». Se l’interlocutore non ha mai sentito parlare di questo tema e non sa di che cosa parliamo, per evitare di mostrare la propria ignoranza, la prima cosa che farebbe, sicuramente, sarebbe di andare su internet. Facciamolo anche noi. Usiamo il motore di Google e scriviamo le parole Spiritual Exercices e Ignatius of Loyola: troviamo 180 mila risultati!

L’oggetto del nostro studio odierno è “il” manoscritto degli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio. Un classico tra i libri spirituali. A differenza di altri libri di questo tipo, nei quali gli autori presentano le proprie esperienze spirituali, la dinamica interna del proprio itinerario personale, questo libricino è un libro pratico, un manuale di uso.

Scritto in spagnolo (attenzione, Wikipedia sbaglia quando dice che il titolo originale è Exercitia spiritualia), fu copiato diverse volte e tradotto in latino, e di questi testi ci sono arrivate diverse versioni.

Il testo spagnolo non è stato stampato fino all’anno 1615, 59 anni dopo la morte dell’autore. Le edizioni in altre lingue si diffonderanno soprattutto nel secolo ventesimo.

Il suo carattere di manuale, o di testo pratico, fa sì che il testo sia sempre un testo vivo. Il testo deve essere considerato come uno spartito musicale: lo si deve praticare per ascoltare il suono che vi è contenuto. Nel testo, dobbiamo riconoscere tre protagonisti, tre melodie che si intrecciano in modo armonico. In quanto libro spirituale, si riscontra per primo il linguaggio della divinità. In secondo luogo, il testo contiene indicazioni per la persona che fa gli esercizi e vive un’esperienza personale intensa. La terza melodia la esegue chi la accompagna nel processo, che non è direttore, ma accompagnatore, osservatore attento di un’esperienza altrui. Si tratta quindi di un duetto tra Dio e chi si esercita, osservati da una terza persona. Alla fine del processo, la persona che pratica gli esercizi prende una decisione di vita, dopo aver dialogato durante un certo tempo, esercitandosi secondo un metodo, un modo e una maniera particolari.

Se gli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola contengono una melodia armonica nel suo contenuto, spero che tutti noi qui presenti possiamo riconoscere alla fine di questo pomeriggio che anche i “fogli” restaurati offrono una melodia, nuova e armonica, che può essere eseguita e applicata su tanti altri “spartiti”, custoditi nei nostri archivi e biblioteche, e che meritano una cura particolare.

di Ignacio Echarte

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20 marzo 2019

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