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Come una piuma d’aquila

· ​Una questione di libertà religiosa negli Stati Uniti ·

Piume d’aquila e libertà religiosa. Il binomio, apparentemente senza alcun legame, è finito in questi giorni negli Stati Uniti al centro delle cronache giudiziarie, alimentando non poche polemiche. 

Un capo tribù di nativi americani — questi i fatti — rischia infatti la prigione per aver utilizzato alcune penne d’aquila, specie protetta nel Paese americano, nel corso di un rituale religioso. Il caso è approdato davanti alla Corte federale.

Per Luke Goodrich, viceconsigliere generale del Becket Fund for Religious Liberty, «si tratta di un caso eclatante, perché il Governo federale ha inviato un agente sotto copertura durante una cerimonia religiosa, ha confiscato dei beni e perseguito penalmente delle persone esclusivamente per aver praticato la loro religione». Come ricostruito in un servizio del Catholic News Agency, nove anni fa, infatti, gli agenti interruppero una cerimonia, provvedendo al sequestro delle piume possedute dal capo tribù, il pastore Robert Soto, passibile di quindici anni di detenzione e di una multa di 250.000 dollari. 

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21 ottobre 2019

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