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Come una pentecoste
del movimento ecumenico

· Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del decreto «Unitatis redintegratio» ·

«Unitatis redintegratio costituisce una delle principali fonti del risveglio ecumenico»: in questo modo il cardinale Karl Lehmann, vescovo di Mainz, ha sottolineato l’attualità del decreto conciliare sull’ecumenismo. L’occasione è stata la celebrazione ecumenica del vespro avvenuta nella cattedrale di Mainz per ricordare il cinquantesimo anniversario della promulgazione (21 novembre 1964) del documento del Vaticano ii. Il cardinale ha detto che proprio da questa «fonte» si può trarre nuova forza per proseguire sulla strada della riconciliazione e dell’unità. Leggere, studiare e approfondire il decreto conciliare appare, insomma, anche il modo migliore per preparare insieme, cattolici e riformati, il cinquecentenario della nascita della Riforma, nel 2017.

Per il porporato il movimento ecumenico vive oggi una stagione nuova, anche se, ha osservato realisticamente, non mancano delle resistenze. Per questo è fondamentale trovare sempre nuove forme per trasmettere ai giovani le «conquiste ecumeniche» che ci sono state in questi anni. Alla celebrazione del vespro ha preso parte anche il teologo protestante Volker Jung, presidente della comunità evangelica in Hessen e Nassau, che nella sua riflessione ha evocato alcuni passaggi particolarmente significativi del dialogo ecumenico di questi ultimi anni, tra i quali il comune riconoscimento, nel 2007, del battesimo in Germania. La celebrazione ecumenica dei vespri a Mainz è stata solo una delle numerose iniziative che si sono svolte in tutto il mondo — dagli Stati Uniti al Canada, dal Portogallo al Libano fino alla Nuova Zelanda — per il cinquantesimo della Unitatis redintegratio.

di Riccardo Burigana

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19 febbraio 2020

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