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Come un punto esclamativo
tracciato nel cielo

· Carlo Ceresa e la «Crocifissione» di Mapello ·

Giuliano Zanchi ci racconta la Crocifissione di Mapello dipinta da Carlo Ceresa nel 1641: “Un Cristo atletico bianco latte, con espressione diluita nell’enfasi, campeggia scintillante come un punto esclamativo tracciato nel cielo. 

Carlo Ceresa«Crocifissione con la Maddalena e due disciplini» (1641, Mapello)

Niente angeli che raccolgono sangue. Niente ladroni a contorcersi a suo fianco. Solo un timido bagliore alle spalle. Un senso di profondo silenzio per ribadire in parole povere l’inaudito cristiano. Questo è l’inaudito cristiano: che nessun istinto umano per il sacro, come nessun itinerario speculativo della mente, avrebbero potuto formulare l’immaginazione di un divino paragonabile allo sconcertante e commovente abbassamento del Dio di Gesù fin sul pianerottolo dell’ultima dimora umana. Quando l’uomo pensa qualcosa di Dio immagina di preferenza un divino impegnato a tempo pieno nella salvaguardia della propria sovrana autosufficienza. L’umanissima icona del Figlio, che Carlo Ceresa ricalca per l’ennesima volta, smentisce in modo clamoroso questa immaginazione. Dio non è come l’uomo è portato a immaginare”.

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21 agosto 2019

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