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Come si cerca
di fermare le migrazioni

· Migranti arrestati in Libia prima dell’imbarco per l’Europa ·

Tripoli, 29. Oltre un migliaio di persone, provenienti nella quasi totalità dalle regioni subsahariane, sono state arrestate dalle forze di sicurezza libiche mentre tentavano di imbarcarsi per raggiungere le coste europee. Lo hanno riferito diversi siti d’informazione arabi, sottolineando che gli arresti sono stati eseguiti sia sulle coste libiche sia in mare.

Un migrante subsahariano in Libia

Non è certa la sorte futura dei migranti. In passato, all’epoca di Muammar Gheddafi, la Libia aveva firmato accordi con i quali s’impegnava a impedire ai migranti di imbarcarsi o a riprendersi quelli fermati in mare, secondo la politica dei respingimenti praticata da alcuni Paesi europei e considerata dall’Onu in contraddizione con il principio del diritto d’asilo. Diverse inchieste internazionali hanno documentato centinaia di casi di migranti e profughi subsahariani rigettati dalle allora autorità libiche a morire nel deserto.

Oggi l’atteggiamento di fronte a questo fenomeno epocale sembra per fortuna cambiato tanto in Libia quanto in Europa. Nel Paese arabo alcune voci chiedono alle autorità di fornire mezzi e strutture per affrontare con efficacia il fenomeno e, quindi, per salvare molte vite umane. Un appello simile è stato lanciato dalle organizzazioni che si occupano di assistere migranti e profughi nei centri di raccolta nel Paese, anch’essi oggetto di denunce all’epoca di Gheddafi. A giudizio concorde degli osservatori internazionali, comunque, l’emergenza che coinvolge soprattutto la Libia è dovuta, oltre che a evidenti motivi geografici, anche all’instabilità politica del Paese, dove le autorità non sembrano ancora in grado di assicurare stabilità e sicurezza e dove è quindi più facile, in assenza di controlli, organizzare partenze illegali.

L’Italia, principale prima destinazione dei migranti, appare da parte sua decisa a chiedere il coinvolgimento dell’Unione europea e dell’Onu per un intervento significativo sul fenomeno migratorio proveniente dalla Libia, ipotizzando anche l’invio di una missione internazionale incaricata di studiare in loco soluzioni per arginarne e rallentarne il flusso. Fonti ministeriali italiane hanno detto oggi che almeno ottocentomila persone sono pronte a partire dalle coste nordafricane verso l’Europa.

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