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Come pellegrini
in cerca di Dio

· Due libri di Luigi Mistò ·

È la «ricerca di Dio» il filo conduttore dei due più recenti libri di monsignor Luigi Mistò, L’amore più grande. La rivoluzione della misericordia (Venezia, Marcianum Press, 2016, pagine 61) e Cerco solo te, solo per te (Venezia, Marcianum Press, 2017, pagine 61). Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin nella presentazione che si è svolta a Roma, martedì 17 ottobre, a Palazzo Pio. Una ricerca, ha detto il segretario di Stato, che «attraversa ogni epoca e ogni contesto sociale, tanto da caratterizzare l’esistenza stessa dell’uomo sulla terra», che coinvolge l’uomo nell’intimo, lo porta a un «incontro», quello con la misericordia, e lo spinge all’annuncio, quello della risurrezione.

Rembrandt, «Gesù e Nicodemo»

Al centro delle riflessioni vi sono dunque alcuni misteri della vita cristiana. Che il segretario della sezione amministrativa della Segreteria per l’economia affronta, ha spiegato il porporato, con l’intento di offrire a un pubblico più ampio possibile agili strumenti, sussidi catechetici. Mettendosi prima di tutto in gioco personalmente: si tratta, infatti, «di riflessioni non solo pensate e meditate con attenzione, ma soprattutto scaturite dall’esperienza».

L’autore, ha spiegato il cardinale Parolin, «parla del suo cammino alla sequela del Maestro e lo fa con franchezza, cercando di offrire alcuni spunti per procedere più speditamente nell’amicizia con Dio».

Entrando nel dettaglio dei singoli volumi, il segretario di Stato ha evidenziato come in L’amore più grande tutto ruoti intorno alla frase del capitolo terzo del vangelo di Giovanni: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito». Un’espressione che per monsignor Mistò va considerata il riassunto «firmato da Gesù» di tutta la storia della salvezza.

Dal mistero di Cristo — attraverso l’ausilio dell’enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est e dell’omelia tenuta da Paolo VI a Manila il 29 novembre 1970 — si passa concretamente all’incontro che caratterizza la vita, che sta alla base «di ogni ulteriore approfondimento» e che porta a dire l’autore: «Gesù è tutto per me!». Rendersi conto che colui che è «il centro di tutto» sia stato mandato a morire per l’uomo, pur di salvare le creature che si sono allontanate da lui, porta «a mettersi in cerca del vero volto di Dio», il volto che si incontra «nei fratelli» e «nel Vangelo».

In questo cammino, ha sottolineato il cardinale Parolin scorrendo idealmente il libro L’amore più grande, «veniamo introdotti nel mistero della Trinità», comprendiamo che «Dio è amore» e sperimentiamo che il giudizio di Gesù sull’uomo ha un nome: «misericordia».

Il porporato ha citato la pagina del libro nella quale monsignor Mistò scrive: «Costruire oggi, nel terzo millennio, la Chiesa come casa e scuola di comunione significa in concreto edificare la comunità dell’accoglienza e del perdono, via autentica e sicura per la nuova evangelizzazione».

Dalla ricerca all’incontro, all’annuncio. È questo l’itinerario che l’autore traccia e ripropone nel secondo volume, Cerco te, solo per te, puntando in maniera ancora «più ampia e articolata» sul tema della ricerca.

In esso, ha detto il segretario di Stato, «si coglie chiaramente la tensione ad andare al di là, a scavare in profondità, ad alzare il velo dell’intimità per penetrare nel mistero di Dio». Si percepisce, cioè, «l’esigenza impellente di comunicare a tutti questa positiva tensione».

Per raggiungere il suo obiettivo, il prelato si fa aiutare da alcuni personaggi della Scrittura (Maria, i magi, Zaccheo, la Maddalena e Nicodemo). Preziosi compagni di cammino: «persone da prendere a modello quando si voglia cercare Dio». D’altronde, ha spiegato il cardinale Parolin, «l’affermazione che siamo tutti pellegrini in ricerca è quanto mai vera e accomuna ogni uomo sulla terra, in quanto tutti siamo più o meno consapevolmente alla ricerca di Dio, del fine dell’esistenza, della felicità senza fine, del bene supremo».

Anche in questo libro, ha sottolineato il porporato, l’autore si avvale di una scrittura immediata e coinvolgente, capace di «cogliere il linguaggio di oggi per inserirvi la bellezza, la potenza e la singolarità dell’annuncio cristiano».

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19 marzo 2019

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