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Come parlare di Dio all’Europa

· Papa Francesco al Consiglio delle Conferenze episcopali del continente ·

Sostegno alle famiglie in difficoltà e ai genitori impegnati nell’educazione dei figli

I vescovi sono chiamati a essere “voce profetica” nella società europea, soprattutto in quei Paesi in cui «il processo di secolarizzazione in atto nel continente tende a rendere sempre più marginale il parlare di Dio». È questo il compito che Papa Francesco ha assegnato al Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ricevuto in udienza venerdì mattina, 3 ottobre.

Riuniti in assemblea plenaria per discutere il tema «Famiglia e futuro dell’Europa», i presuli sono stati esortati dal Pontefice a «valorizzare la famiglia, in quanto preziosa risorsa per il rinnovamento pastorale», con l’auspicio «che pastori e famiglie lavorino insieme, con spirito di umiltà e dialogo sincero». E in proposito ha accennato a «esperienze significative presenti nei diversi ambiti della vita degli uomini e delle donne del nostro tempo», da “mettere in rete”, per coinvolgere altre comunità diocesane. Tra queste il Papa ha citato «fidanzati che vivono seriamente la preparazione al matrimonio; coppie di sposi che accolgono figli di altri in affido temporaneo o in adozione; gruppi di famiglie che in parrocchie o nei movimenti si aiutano nel cammino della vita e della fede»; e percorsi di «sostegno delle famiglie, sia quelle che vivono una vita matrimoniale ordinaria, sia quelle segnate da problemi o rotture». Infine ha invitato a valorizzare la collaborazione tra pastori e famiglie nel campo dell’educazione.

Successivamente, nell’udienza alla plenaria della Congregazione per il clero, il vescovo di Roma ha posto l’accento sulla necessità di un accurato discernimento vocazionale, che, ha sottolineato, è per il «bene del popolo di Dio».

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20 settembre 2019

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