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Come
l’orchestra del Titanic

· ​L’illusione che il disastro climatico riguardi solo i poveri ·

Il messaggio lanciato dalla Laudato si’ vive ora sulle gambe e nelle idee dei giovani che in tutto il mondo erigono la responsabilità per la casa comune quale fulcro per una nuova leadership, ragionevole e pacifica, identitaria di una generazione. La giornata per il clima di venerdì 15 marzo è il segnale, che le giovani generazioni hanno saputo cogliere e far vivere le ragioni dello sviluppo umano integrale. Sanno fare di più: fondano una comunità trasversale alle nazioni e agli interessi particolari, un popolo d’elezione in dialogo con le coscienze. La manifestazione arriva a quattro mesi dal 15 dicembre 2018, quando si conclusero i lavori di Cop24, la conferenza sul clima di Katowice, in Polonia, senza un impegno chiaro sul clima, che fosse conseguente agli scenari illustrati dagli uomini di scienza. Le nuove generazioni tengono così aperto il dialogo a sostegno dei progressi del multilateralismo. Sono ancora pochi gli impegni strappati dalle estenuanti trattative delle conferenze sul clima. È stato varato il Rulebook, il regolamento che assegna agli stati gli indirizzi per applicare l’Accordo di Parigi del dicembre 2015, ma i termini di attuazione di un accordo nato già debole sono ancora inadeguati. Le organizzazioni ambientaliste hanno stigmatizzato i limiti delle trattative. Greenpeace ha denunciato: «Non è stato raggiunto alcun impegno collettivo chiaro per migliorare gli obiettivi di azione sul clima». Poco chiari sono emersi i cosiddetti Nationally Determined Contributions (Ndc), che dovrebbero assegnare a ogni stato impegni ben definiti e solidali sul contributo spettante per mitigare i cambiamenti climatici. I paesi del sottosviluppo sono i meno inquinanti, ma i più danneggiati. Così il dibattito sulla cura della casa comune, che i giovani del venerdì sostengono, è sempre più una questione di riconoscimento dei diritti umani e di sviluppo umano.

di Carlo Triarico

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15 settembre 2019

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