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​Come la luce
di un faro

· ​L’esortazione apostolica «Amoris laetitia» ·

Come ha osservato Papa Francesco, non siamo in un’epoca di cambiamento, ma in un cambiamento di epoca. Di fronte alle nuove situazioni che si moltiplicano, siamo chiamati ad affrontare sfide e nuovi problemi, e spesso, in quanto sacerdoti, ci disorientiamo perché non abbiamo risposta; alcuni si sentono come un pesce fuor d’acqua e quindi si ritirano indietro, mentre altri offrono la “pappa molla”, riscaldata, che non ha più freschezza. Tutto ciò vale nei confronti della vita di coppia e della famiglia.

Pablo Picasso, «Famiglia di acrobati con scimmia» (1905)

Attraverso gli ultimi due sinodi dei vescovi — i punti di vista più significativi della maggioranza qualificata dei padri sinodali si riflettono molto bene in Amoris laetitia — la Chiesa ha fatto in modo che la sua teologia, in particolare la teologia morale cattolica, non sia «una morale fredda da scrivania» o «da museo», tanto meno «teologia che guarda dall’alto la storia», ma «teologia di strada» o «di prima linea». E quando dico «teologia di strada» non intendo dire che la teologia deve essere acquetta, ma una teologia che sia più sensibile alla realtà di oggi.
Poco prima della pubblicazione dell’esortazione apostolica, il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del sinodo, ci aveva scritto una lettera, con la quale ci comunicava che lo scopo di questo documento non è di cambiare la dottrina, ma «ricontestualizzare» la dottrina a servizio dell’attività pastorale della Chiesa. La dottrina viene interpretata in relazione con il kerygma cristiano e alla luce del contesto pastorale, in cui viene applicata questa dottrina, pur restando chiaro che la suprema lex è la salus animarum. La necessità di essere con gli orecchi aperti e con i piedi per terra non è solo motivata dalla necessità di sapere quello che patiscono le persone, ma anche per rendersi conto di ciò che lo Spirito di Dio dice nella loro storia.
Il concetto di “nuova contestualizzazione” ha anche un significato teologico. Era un termine usato da Hans Urs von Balthasar nel suo libro Il complesso antiromano (1974) quando parlava di collegialità; intendeva che una tale affermazione dottrinale già definita dovrebbe essere integrata in una totalità più ampia. Facendo riferimento a questa esortazione apostolica, il Papa ci invita a cominciare a guardare la dottrina e la prassi sul matrimonio e la famiglia nell’ottica della misericordia. Perché una cosa è proporre tutto il “pacchetto teologico-pastorale” circa il matrimonio e la famiglia nel contesto in cui Dio è il grande inquisitore, e un’altra cosa se lo stesso pacchetto viene offerto nel contesto in cui Gesù è il Volto della misericordia del Padre.

di Mario Grech

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12 dicembre 2017

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