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Come la Chiesa dei primi apostoli

· Storia del cristianesimo in Corea dalla prima persecuzione del 1801 ·

Cristian Martini Grimaldi ci racconta oggi un altro pezzo della storia del cristianesimo in Corea, partendo dalla prima persecuzione del 1801 (detta Shinyu) quando molti devoti furono costretti a rifugiarsi nelle campagne, dove costruirono capanne di fango e paglia e diedero vita a delle piccole comunità.

Ritratto di Chong Ha-sang

"Paradossalmente, nonostante la persecuzione avesse quasi decimato la giovane comunità cattolica nata solo pochi anni prima, la migrazione dei cristiani superstiti verso le periferie del Paese divenne involontariamente un’occasione eccezionale per la diffusione della fede anche in quelle zone che non avevano mai avuto contatti con la nuova religione". Nacquero villaggi di soli cristiani, chiamati Gyouchon, che funsero da dimora e rifugio dei cattolici di tutto il regno durante le reiterate persecuzioni del XIX secolo. Quando, anni più tardi, un missionario francese passò per questi villaggi commentò: «È come rivivere i tempi della Chiesa dei primi apostoli!». Al contrario di quanto accadeva nel resto del Paese, dove una forte tradizione confuciana articolava la società in classi rigidamente suddivise, nei Gyouchon si rispettava il principio di eguaglianza. Il che era importante soprattutto per le donne, ovvero la componente più discriminata della società: per il confucianesimo, infatti, venivano dopo i padri, i mariti e i figli.

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15 dicembre 2019

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