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Come iniziò Maradona

· Alfabetizzazione digitale e sport al centro dei nuovi progetti di Scholas occurrentes presentati al Papa ·

Alfabetizzazione digitale e sport: sono i due ambiti su cui puntano i nuovi progetti di Scholas occurrentes, la rete educativa mondiale promossa su impulso di Francesco. Dopo l’incontro del 21 aprile scorso in Vaticano — con la firma di due accordi con l’Unicef e con la Confederazione sudamericana di calcio (Conmebol) alla presenza del Papa — José Maria del Corral, uno dei due direttori mondiali di Scholas, fa il punto della situazione in questa intervista al nostro giornale.

Quali sono i contenuti dell’accordo siglato con l’Unicef?

L’accordo quinquennale prevede due livelli: uno globale e uno che riguarda ogni singolo Paese. Il primo ha a che vedere con la richiesta di dare a tutti i ragazzi la possibilità di connettersi. Vogliamo che si aggiunga ai diritti del bambino quello fondamentale alla connessione per tutti i ragazzi del mondo, e insieme con questo, il diritto all’alfabetizzazione digitale. Il secondo obiettivo riguarda invece le campagne di Scholas a favore dei valori: per esempio, la campagna dell’ulivo, che mira a favorire la cultura dell’incontro e della pace.

Scholas punta molto anche sullo sport. In che modo si possono coinvolgere i ragazzi?

Le altre due colonne portanti del nostro impegno sono proprio lo sport e l’educazione. Non a caso il Papa ha lanciato Scholas, a mezzogiorno del 13 agosto 2013, nel contesto della partita di calcio Argentina-Italia. E le prime due scuole, una argentina e una italiana, sono state inaugurate da due campioni come Messi e Buffon. Oggi quattrocentomila scuole e reti educative già partecipano al nostro programma nei cinque continenti.

In questo contesto si inserisce anche il secondo accordo firmato il 21 aprile.

Si chiama «Gol per Scholas» e vede la collaborazione della Conmebol, che in occasione della prossima Coppa America, in programma in Cile, ci donerà 10.000 dollari per ogni gol realizzato e per ogni rigore parato. La somma sarà destinata alle attività educative nei Paesi che partecipano alla competizione: in particolare, verranno finanziate richieste che Scholas riceve dalle comunità più povere. Possiamo dire che un gol per Scholas sarà trasformato in un gol per i bambini.

È vero che avete coinvolto anche Maradona?

Francesco lo ha incontrato a Santa Marta. Maradona, che aveva già giocato la prima partita interreligiosa per la pace allo stadio Olimpico di Roma, è venuto a offrire al Papa la sua disponibilità non solo a giocare, ma a essere il capitano della squadra e a collaborare per la preparazione dell’incontro. Si è reso disponibile ad andare nei quartieri dove Scholas sta facendo delle attività, perché la situazione di quei ragazzi gli ricorda la sua storia personale, quando giocava a piedi scalzi in un campetto improvvisato.

Nell’incontro il Papa vi ha dato delle indicazioni particolari?

Francesco è stato molto contento. Dice sempre che se in una cosa c’è Dio, questa crescerà e inizierà a funzionare. Quello che non si aspettava è che tutto fosse così grande e così veloce.

di Nicola Gori

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20 settembre 2019

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