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Come il faro per il marinaio

· Nella giornata pro orantibus ·

Rosie Greenhalgh, «Contemplazione»

La vita monastica è stata da sempre una via privilegiata di ricerca del volto di Dio, di comunione fraterna, di profonda umanizzazione. Questo “programma di vita” è senza dubbio ritmato e sostenuto innanzitutto dalla preghiera e dalla vita in comune, ma non avrebbe il suo equilibrio e la sua piena realizzazione senza due elementi fondamentali: il lavoro e l’ascesi. Questi ultimi non possono essere separati l’uno dall’altro, perché non esiste vero lavoro che non sia “ascetico” e non esiste vera ascesi senza un lavoro interiore in noi stesse ed esteriore per i nostri fratelli e sorelle. Dando un primo sguardo al testo della costituzione apostolica, notiamo che lavoro ed ascesi sono due dei dodici temi della vita consacrata in generale e, in particolare, della vita monastica, presi in esame e che saranno oggetto delle indicazioni applicative nell’istruzione che la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica pubblicherà quanto prima.

Al confronto di temi quali la formazione, la preghiera, l’autonomia, la clausura, maggiormente oggetto di discussione e revisione negli ultimi tempi nel mondo della vita contemplativa, argomenti come il lavoro e l’ascesi apparentemente sembrano “far meno rumore”, sembrano elementi che ogni ordine o comunità possa “rivedere da sé”, in base alle proprie caratteristiche. In realtà si tratta solo di un’apparenza iniziale. Proprio la presenza di questi elementi fornisce alla costituzione apostolica una panoramica completa sulla vita contemplativa. Il lavoro e l’ascesi, dunque, occupano un posto in realtà importante nella costituzione apostolica ai numeri 32 e 35. 

di Maria D’Amato, monaca del monastero del Santissimo Redentore di Scala

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26 maggio 2019

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