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La parola di Dio nel cuore

· All’Angelus il Papa invita a portare sempre con sé la Bibbia ·

La Bibbia come il cellulare. Un «paragone paradossale» adoperato da Papa Francesco all’Angelus del 5 marzo, prima domenica di quaresima, per ricordare ai fedeli riuniti in piazza San Pietro che «se avessimo la parola di Dio sempre nel cuore, nessuna tentazione potrebbe allontanarci da Dio e nessun ostacolo ci potrebbe far deviare dalla strada del bene; sapremmo vincere le quotidiane suggestioni del male che è in noi e fuori di noi; ci troveremmo più capaci di vivere una vita risuscitata secondo lo Spirito, accogliendo e amando i nostri fratelli, specialmente quelli più deboli e bisognosi, e anche i nostri nemici».

Erik Weiser, «Tentazione di Cristo» (2008)

Nella riflessione che ha preceduto la preghiera mariana il Pontefice ha ricordato l’episodio evangelico delle tentazioni di Cristo, evidenziando che, per rispondere alle proposte del diavolo «Gesù non dice alcuna parola propria: risponde soltanto con la parola di Dio. E così il Figlio, pieno della forza dello Spirito Santo, esce vittorioso dal deserto». Ogni cristiano, dunque, è invitato soprattutto in quaresima a «seguire le orme di Gesù e affrontare il combattimento spirituale contro il maligno con la forza della parola di Dio».

È a questo punto che Francesco ha lanciato la sua originale provocazione: «Cosa succederebbe — si è chiesto — se trattassimo la Bibbia come trattiamo il nostro telefono cellulare? Se la portassimo sempre con noi; Se tornassimo indietro quando la dimentichiamo; se la aprissimo diverse volte al giorno; se leggessimo i messaggi di Dio contenuti nella Bibbia come leggiamo i messaggi del telefonino?». Un invito esplicito a «prendere confidenza con la Bibbia: leggerla spesso, meditarla, assimilarla», perché in essa è contenuta «la parola di Dio, che è sempre attuale ed efficace».

Al termine dell’Angelus, salutando come di consueto i gruppi di fedeli presenti in piazza, il Papa ha riproposto il senso della quaresima, «che — ha spiegato — è il cammino del popolo di Dio verso la Pasqua, un cammino di conversione, di lotta contro il male con le armi della preghiera, del digiuno, e delle opere di carità».

Nell’augurare a tutti «che il cammino quaresimale sia ricco di frutti», il Pontefice ha chiesto in particolare «un ricordo nella preghiera per me e per i collaboratori della Curia romana, che questa sera inizieremo la settimana di esercizi spirituali».

L’Angelus del Papa

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