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Come i servitori anonimi di Cana

· ​Messaggio per la Giornata mondiale del malato che sarà celebrata a Nazareth ·

Ogni ospedale o casa di cura in Terra santa può essere luogo d’incontro e di pace

In Terra santa «ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell’incontro e della pace, dove l’esperienza della malattia e della sofferenza, come pure l’aiuto professionale e fraterno», possono contribuire «a superare ogni limite e ogni divisione». 

Marco Ivan Rupnik, «Le nozze di Cana»

È quanto scrive Papa Francesco nel messaggio per la ventiquattresima Giornata mondiale del malato che sarà celebrata a Nazareth. Il tema «Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)» rimanda all’episodio evangelico delle nozze di Cana. In esso il Pontefice individua nei “servitori”, «personaggi anonimi del Vangelo», un modello attuale di quella che dovrebbe essere la «disposizione al servizio dei bisognosi, e dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati». Francesco si dice consapevole che «talvolta questo servizio può risultare faticoso, pesante», ma è altrettanto verio che in tal modo «noi possiamo essere mani, braccia, cuori che aiutano Dio». Soprattutto il pensiero del Papa è per chi soffre, con l’esortazione ad affidarsi alla Vergine Maria. «Quante volte — fa notare — una mamma al capezzale del figlio malato, o un figlio che si prende cura del genitore anziano, o un nipote che sta vicino al nonno o alla nonna, mette la sua invocazione nelle mani della Madonna».

Il testo del messaggio 

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26 febbraio 2020

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