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Leggere
i segni dei tempi

· Una risposta efficace al fenomeno dell’immigrazione ·

«Di fronte a un fenomeno di portata globale come quello delle migrazioni, la nostra fede ci chiede un coinvolgimento profondo secondo lo spirito evangelico del «provare compassione» come Gesù buon samaritano (cfr. Luca, 10, 33): non è un generico sentimento di pietà ma un entrare, a pieno titolo, nel problema che l’altro vive, condividendolo e facendosene carico. L’altro ha un volto, è un fratello, una sorella. 

Nello specifico si tratta di comprendere che la migrazione coinvolge la vita di tutti, ci “tocca” tutti in eguale maniera, riguarda l’uomo al di là della provenienza, della religione, della condizione sociale, delle convinzioni politiche. In quest’ottica il «provare compassione» è ciò che spinge ciascuno di noi a sentire la difficoltà dell’altro come difficoltà mia. L’obiettivo non è solo risolvere il problema contingente dell’accoglienza ma è la costruzione di una società più giusta e accogliente. L’annuncio del messaggio evangelico a tutte le genti vuole fare del genere umano la famiglia di Dio, nella quale la pienezza della legge è l’amore». É quanto si afferma in “Migranti, segno di Dio che parla alla Chiesa” il documento diffuso recentemente dalla Conferenza episcopale ligure, le cui diocesi, in particolare Ventimiglia - San Remo al confine con la Francia, si trovano in prima linea nell’accoglienza a immigrati e richiedenti asilo.

«La nostra fede in Dio che si è incarnato – prosegue il documento - ci impegna in una lettura attenta, complessiva e critica del fenomeno, perché le domande di «questo tempo» non possono essere eluse (cfr. Luca, 12, 54-56): di che cosa questi tempi sono segno? La dottrina sociale della Chiesa si è sempre mostrata attenta alla lettura dell’attualità sociale. Si tratta di saper cogliere dentro il fenomeno delle migrazioni segni di realtà divine, vale a dire il dispiegarsi nella storia del disegno di Dio sull’umanità, del quale la realtà che viviamo è il momento attuale, nell’attesa del ritorno del Signore. Tale disegno ci è stato rivelato in Gesù Cristo: per leggere i segni dei tempi occorre aprire il cuore all’azione dello Spirito Santo che opera nella storia e nel cuore degli uomini. È necessario conoscere in profondità il fenomeno delle migrazioni per poter riconoscere l’agire di Dio nella storia. Conoscere per accogliere e annunciare: i segni dei tempi possono sorprenderci, a volte scandalizzarci, ma sono per noi una chiamata che attende una risposta».

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15 ottobre 2019

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