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Come esempi di amore

· Il patriarca Bartolomeo alla delegazione della Santa Sede presente al Fanar per la festa di sant’Andrea ·

In un mondo «lacerato dall’odio e da molteplici turbamenti», dove ogni giorno «assistiamo a conflitti e attentati, spesso condotti contro innocenti e perpetrati in nome di Dio», il ristabilimento dell’unità dei cristiani «non è stato forse mai come adesso più urgente e necessario»: parole del patriarca ecumenico, Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, pronunciate ieri a Istanbul davanti alla delegazione della Santa Sede, guidata dal cardinale presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, Kurt Koch, al Fanar per la festa di sant’Andrea apostolo, patrono del patriarcato. 

Il contesto in cui si sviluppa il cammino verso l’unità delle due Chiese — ha ricordato il primate ortodosso — è pieno di insidie: «I cristiani che vivono nei luoghi dove è sorta e si è consolidata la Chiesa di Cristo sono a volte costretti a lasciare le loro case ancestrali, a subire sofferenze, addirittura la morte. La persona umana, la vita umana stessa tende a perdere valore, il mondo affonda come mai prima nelle tenebre. Il dolore lacera il nostro cuore».

La preghiera a Dio si fa sempre più pressante, implora il suo intervento. Allo stesso tempo, osserva il patriarca ecumenico, «il nostro obbligo a raddoppiare gli sforzi diviene più urgente», per «essere testimoni del Vangelo della pace e dell’amore, credenti in Cristo “in mezzo a una generazione malvagia e perversa” (Filippesi, 2, 15), per essere i primi a dare l’esempio di riconciliazione e di amore».

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19 giugno 2019

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