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Come cavare la spina a San Pietro

· ​Una mostra dedicata alle trasformazioni del quartiere adiacente al Vaticano ·

Dalle ville suburbane di Agrippina e Domizia alla Rocca del cielo di Papa Leone IV, fino ad arrivare agli anni Trenta del Novecento; la mostra «La Spina. Dall’Agro Vaticano a Via della Conciliazione», aperta ai Musei Capitolini dal 22 luglio al 20 novembre è un viaggio nel tempo pieno di sorprese e spunti di indagini ulteriori nei luoghi adiacenti all’attuale basilica di San Pietro.

L’itinerario si snoda a ritroso nei secoli, ripercorrendo le profonde trasformazioni subite da questa zona dall’antichità fino al giubileo del 1950, anno in cui ne venne completato l’arredo urbano. Progettata da Marcello Piacentini nel 1936 per rappresentare un’ideale “ri-conciliazione” tra lo Stato Italiano e quello Pontificio avutasi con i Patti Lateranensi, la via che unisce Castel Sant’Angelo a San Pietro è costata però la perdita del quartiere chiamato dai romani Spina di Borgo.

Anonimo, «Sibilla Persica» (1600 circa) tratto dalla demolizione  di San Giacomo a Scossacavalli

Per volere dello stesso Bernini, il visitatore sarebbe dovuto passare per le vie anguste di questa zona per poi trovarsi improvvisamente di fronte all’immensa basilica, rendendo il tessuto urbano del rione parte dello spettacolo. Un effetto irrimediabilmente perso con la lunga prospettiva della via che fa spaziare lo sguardo dal Tevere alla basilica.

Il pesante intervento all’epoca era giustificato dalla volontà di modificare la visuale del Vaticano anche sotto il profilo simbolico in una città che, per la prima volta, nella sua pianificazione urbanistica aveva rivolto le spalle alla Basilica (il rione Prati era stato infatti progettato cercando di sfuggire all’inquadramento prospettico della Basilica e della sua cupola).

Nel 1935 Governo italiano e Santa Sede si accordarono per affidare i lavori al Governatorato di Roma, che incaricò appunto Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli di studiare le possibilità di intervento.

Con l’approvazione del progetto da parte di Benito Mussolini e di Papa Pio XI, si dette avvio alle demolizioni: in un solo anno, dal 29 ottobre 1936 all’8 ottobre 1937 venne distrutto l’isolato compreso tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo. La “spina” è cavata, una ferita è sanata ma un’altra è stata aperta per aver cancellato, con questo intervento, quello che Leonardo Benevolo definiva il carattere di Roma moderna ovvero «il contrasto permanente tra tono aulico e tono popolare» e la «coesistenza della scala monumentale con la scala quotidiana».

A guidare il visitatore in questo viaggio, fatto di demolizioni, trasformazioni e ricollocazioni di palazzi, chiese e fontane, una ricca collezione di cartografie storiche, reperti archeologici, frammenti di affreschi, stampe, dipinti e fotografie. C’è persino un video in cui l’attore romano Alberto Sordi parla dell’incanto dell’“effetto Bernini”, quando il vasto abbraccio del colonnato antistante la basilica si apriva improvvisamente dopo aver attraversato il buio dei vicoli e gli angusti passaggi delle strade del vecchio quartiere. Anche la storia più remota della zona è illustrata da una ricca selezione di documenti e testimonianze che dimostrano come questo territorio, nell’antichità, passò dall’essere marginale e inospitale ad essere parte integrante di Roma.

Nel corso dell’alto medioevo, intorno alla basilica si sviluppò una vera e propria area sacra con monasteri, diaconie, chiese: burgs (da cui “borgo”) era il termine con cui i pellegrini germanici definivano l’agglomerato. Per difendere l’area dalle scorrerie dei saraceni, Leone IV fece erigere una cinta muraria tra l’847 e l’852: nacque così la Rocca del cielo, la Civitas leoniana, insieme fulcro del sistema difensivo e raccordo con la città. Il circuito venne poi ampliato da Nicolò iii e, nuovamente, rinforzato da Nicolò V che, oltre a promuovere la ricostruzione del palazzo e della basilica vaticana, progettò la risistemazione urbanistica di tutta l’area anche in previsione del Giubileo del 1450. (silvia guidi)

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24 agosto 2019

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