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Come cambia il mondo

· Tra dieci anni il pil dei principali Paesi emergenti supererà quello del g7 attuale ·

Il mondo sta cambiando. La crisi economica mondiale ha lasciato un segno indelebile. Gli equilibri storici sorti dalle ceneri della seconda guerra mondiale e dettati dalla conferenza di Bretton Woods non valgono più. Il nuovo decennio sarà caratterizzato da un cambiamento radicale nella leadership, con una crescita dei nuovi Paesi emergenti.

Non si tratta di calcoli azzardati o delle improbabili previsioni di analisti spregiudicati. Questa fotografia del mondo che verrà dopo la crisi è il risultato del nuovo studio condotto dalla società britannica PricewatershouseCoopers (Pwc) intitolato Convergence, Catch-Up and Overtaking: How the Balance of World Economic Power is Shifting. La ricerca sostiene che nel 2020 il prodotto interno lordo dei principali Paesi emergenti supererà quello degli attuali membri del G7. E la Cina sarà il principale motore dell'economia, davanti agli Stati Uniti. In effetti, «la spettacolare crescita della Cina, dell'India e delle economie emergenti — si legge nel documento — è stata uno degli elementi centrali dell'ultimo decennio». Pwc ha usato il proprio modello esplicativo per l'analisi dei movimenti economici di lunga durata con l'obiettivo di misurare la velocità di un triplice processo: la convergenza (cioè quando India, Cina e gli altri Paesi emergenti hanno iniziato ad avvicinarsi al pil del G7), il raggiungimento e quindi il sorpasso. I dati sui quali il modello esplicativo è stato applicato sono quelli forniti dalla Banca mondiale. Come risulta dai grafici riportati nello studio, nel 2000 il pil del G7 era circa il doppio di quello di tutte le altre economie. Da allora, tuttavia, è iniziata «una rapida convergenza, la velocità della quale è stata soltanto accelerata dalla crisi finanziaria globale», innescata dalla bolla creditizia americana. «Il motore della crescita delle economie emergenti sarà la Cina», spiega il rapporto. «Anche se ci aspettiamo che la corsa del Dragone rallenterà progressivamente nei prossimi vent'anni, la Cina dovrebbe detronizzare gli Stati Uniti e prendere il loro posto diventando la prima economia mondiale». Questo comporterà nel 2020 automaticamente l'aumento del peso del gruppo dei principali Paesi emergenti (India, Cina, Brasile, Russia, Messico, Indonesia e Turchia, detti in sintesi E7) che arriverà a superare il pil del gruppo del G7 (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Canada).

Nel decennio successivo (2020-2030) il processo di superamento sarà completato. La crescita del gruppo E7 sarà di circa il trenta per cento più elevata rispetto a quella dell'(ex)G7. Ma in questa fase — spiega il rapporto — la guida della crescita potrebbe cambiare. Lo scarto tra il G7 ed E7 dovrebbe aumentare fino nel 2030, anche se gli equilibri interni all'E7 si trasformeranno inevitabilmente. La Cina potrebbe rallentare ancora la sua corsa per lasciare più spazio all'India. Il Brasile e la Russia supereranno Germania, Francia e Gran Bretagna, diventando la quinta e la sesta economia mondiale alle spalle del Giappone, la quarta.

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25 agosto 2019

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