Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Combattimenti senza sosta
nello Yemen

· Decine di ribelli huthi uccisi in un raid della coalizione a guida saudita ·

Non si fermano le violenze nel martoriato Yemen, uno dei paesi più poveri al mondo. Decine di ribelli sciiti huthi sono morti in seguito ai raid aerei condotti ieri sera dalla coalizione militare araba a guida saudita a Bayda, nel centro del paese. Lo ha reso noto l’emittente televisiva Al Arabiya. Fra le vittime vi sarebbe anche il leader dei ribelli yemeniti, noto come Abu Qusay.

Nelle stesse ore, la coalizione ha denunciato un nuovo attacco contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. «Un missile lanciato dagli huthi in direzione di Jazan è stato intercettato e abbattuto», ha detto un portavoce della coalizione, precisando che «frammenti del missile sono caduti su aree abitate, senza provocare vittime o danni materiali». Secondo la tv Al Masirah, controllata dai ribelli sciiti, il missile avrebbe colpito depositi del colosso degli idrocarburi Saudi Aramco. «Tutti gli impianti e le strutture di Saudi Aramco, comprese le strutture a Jazan, operano nella norma», ha fatto sapere la compagnia saudita.

L’Arabia Saudita è intervenuta nello Yemen nel marzo 2015 alla guida di una coalizione a sostegno delle forze leali al presidente Hadi, l’unico riconosciuto dall’Onu, impegnate nella battaglia contro i ribelli. Gli huthi controllano la capitale yemenita, Sana’a, dal settembre del 2014 e sono accusati di avere moltiplicato gli attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita. Il 25 marzo, a Riad, un cittadino egiziano morì dopo essere stato colpito da frammenti di un missile intercettato sulla capitale saudita. La coalizione ha anche accusato i ribelli di avere trasformato il porto yemenita di Hodeidah in un deposito di armi e ha reso noto di avere colpito siti utilizzati per confezionare ordigni esplosivi. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE