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Comandanti dell’Is in Libia

· Allarme lanciato dall’intelligence di Misurata ·

Gli Stati Uniti pronti ad azioni unilaterali

I jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) rafforzano la loro presenza in Libia. L’avvertimento arriva da fonti di intelligence di Misurata, secondo le quali diversi comandanti di alto livello dell’Is hanno abbandonato l’Iraq e la Siria per sfuggire ai raid, trovando un rifugio sicuro in zone libiche controllate dai loro affiliati, in particolare nell'area di Sirte.

Pozzi di petrolio ancora in fiamme a Ras Lanuf (Afp)

La situazione nel Paese nordafricano allarma sempre di più gli Stati Uniti, tanto che il presidente Barack Obama non ha escluso interventi militari. «Se ci sarà necessità per gli Stati Uniti di prendere azioni unilaterali per proteggere il popolo americano, il presidente non esiterà a farlo» ha detto ieri sera il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Finora gli Stati Uniti hanno escluso qualsiasi operazione di terra su larga scala in Libia, così come in Siria e in Iraq. Tuttavia nei giorni scorsi Obama ha promesso che gli Stati Uniti combatteranno «i cospiratori terroristi dell’Is in ogni Paese dove sia necessario». Il «New York Times» ha inoltre rivelato recentemente che l’apertura di un fronte libico nella lotta all’Is da parte di Washington potrebbe essere questione di poche settimane, con massicci raid aerei, nonché con l’addestramento e il sostegno a gruppi alleati locali, come d'altronde avviene già in Iraq e Siria.

Una cosa è certa: la guerra all’Is sarà lunga, come ha avvertito martedì il segretario di Stato americano, John Kerry, durante la riunione della coalizione internazionale anti-jihadisti a Roma.

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07 dicembre 2019

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