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Coltelli a Londra

· ​Lo sconcertante fenomeno delle aggressioni all’arma bianca ·

Sono tanti, troppi, i casi di accoltellamento che negli ultimi tempi hanno insanguinato il Regno Unito e in particolare Londra. Solo nelle ultime settimane, infatti, nella capitale britannica sono stati condotti più di sette attacchi con armi da taglio. Venerdì scorso un ragazzo di appena 17 anni è morto a Isleworth (zona ovest di Londra), vittima a quanto pare di uno scontro tra bande giovanili, come hanno riferito due testimoni. Domenica invece l’uomo che giaceva a terra era già deceduto quando la polizia ha fatto il suo arrivo nel quartiere settentrionale di Wembley. Lo stesso dal quale martedì notte un adulto e un ragazzo sono stati trasportati urgentemente in ospedale per ferite di arma da taglio. Mentre lunedì è stato fermato un quarantaquattrenne, accusato del tentato omicidio di una donna e dei suoi 3 bambini, tutti minori di 12 anni. Sono stati aggrediti sabato mattina, a colpi di coltello, nel distretto di Bounds Green.

Un fenomeno che è progressivamente salito al centro delle attenzione dei londinesi e che, oltre a sconvolgere per la sua efferatezza, ha già sollevato numerose polemiche, attirando l’attenzione della stampa internazionale. Sono infatti tantissimi gli analisti che si sono occupati del problema, producendo a riguardo un gran numero di fascicoli. Uno sforzo volto a fare un po’ di chiarezza a fronte di un fenomeno tanto macabro quanto incomprensibile.

A metà marzo la «Bbc» ha pubblicato dieci studi mettendo in luce alcuni dati interessanti. Nell’arco di tempo che va dal 2011 al 2018 i reati con armi da taglio hanno registrato un incremento sia in Galles che in Inghilterra. Il picco si è riscontrato nel 2018, quando le stime — effettuate sui dati resi disponibili da 44 stazioni di polizia — hanno confermato un aumento di due terzi dei casi rispetto al 2014, anno, tra i recenti, con il minor numero di accoltellamenti. La comparazione su scala temporale ha anche messo in luce un progressivo innalzamento del fenomeno dal 1977 al 2017. A proposito di questo, Alexa Bradley, un’analista dell’Ufficio per le statistiche nazionali (Ons) aveva dichiarato a «Independent» che nello stesso anno la criminalità in cui sono stati coinvolti coltelli o armi taglienti è cresciuta del 22 per cento. «Abbiamo assistito a un aumento dei reati violenti, relativamente rari, ma “altamente nocivi” come omicidi, accoltellamenti e sparatorie, una tendenza che sta emergendo nel corso degli ultimi due anni», ha dichiarato.

Nonostante in minoranza, molti casi riguardano sempre di più le generazioni più giovani, un fenomeno che coinvolge tanto gli aggressori quanto le vittime. Stando ai dati forniti dal ministero della Giustizia del Regno Unito, tra gli oltre 21 fermi eseguiti lo scorso anno nell’arco di 7 mesi, una persona su cinque che deteneva illegalmente armi da taglio in Inghilterra e Galles aveva meno di 18 anni. L’attuale giurisdizione britannica vieta la vendita di armi da taglio ai minori di tale età e riguardo al possesso il regolamento in corso prevede che sia illegale «portare un coltello in pubblico senza una buona ragione», si legge sul sito della polizia nazionale. In caso si venga fermati e accusati di possedere illegalmente coltelli, spetterà a un tribunale decidere «se hai una buona ragione» per trasportarli.

Un altro dato sconcertante riguardo al legame tra le giovani generazioni e queste frequenti aggressioni, lo offre la «Bbc» in un’inchiesta di qualche settimana fa. Stando alle ricerche portate avanti dall’emittente britannica, a Liverpool sarebbe attivo un vero e proprio braccio criminale organizzato secondo regole e ruoli precisi. Gli adolescenti verrebbero adescati da emissari a capo di gang per commettere omicidi su commissione.

Ad affermarlo sono stati alcuni ragazzi all’emittente londinese durante il podcast Beyond Today, in cui spiegavano come gli “anziani” dei gruppi criminali pagassero taglie fino a 1000 sterline per porre fine a dispute interne o per regolamenti di conti. «Gli “anziani” vogliono prendere le distanze, vogliono evitare l’arresto», ha affermato l’ex agente di custodia James Riley che ha lavorato a Liverpool 18 anni. E ha aggiunto che il meccanismo dei premi è stato introdotto per permettere agli esponenti delle bande criminali di continuare a delinquere rimanendo impuniti. I minori dunque sono cooptati proprio perché non perseguibili se non in misura diversa dagli adulti. Un’idea non originale né inedita ma indubbiamente efficace. Lo scorso anno la polizia del Merseyside, ha rilevato uno dei maggiori incrementi annui di reati compiuti con coltello, pari al 35 per cento, secondo le statistiche ufficiali circa 1231 reati.

Sollecitato dalle continue accuse di incompetenza provenienti addirittura dal presidente statunitense Trump, ma soprattutto dalla sempre più inquieta opinione pubblica, il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha chiesto un incontro alla polizia locale per avere maggiori dettagli su quanto sta accadendo. Molte voci critiche indicherebbero proprio i tagli effettuati dall’amministrazione londinese a danno delle forze dell’ordine come una delle possibili ragioni dell’aumento delle violenze negli ultimi anni. «La nostra polizia sta lavorando troppo» e troppo a lungo, ha ammesso il primo cittadino. I poliziotti sarebbero dunque costretti a un superlavoro e «hanno bisogno del nostro sostegno per porre fine a questo flagello di violenza», ha osservato Khan. Stando alle statistiche dell’Home Office (il dicastero del Regno Unito per gli Affari interni) dal 2010 al 2018 il numero degli agenti di polizia in Inghilterra e Galles è diminuito dalle oltre 140 mila unità a 120 mila circa.

Il primo ministro Theresa May ha affermato che non vi è alcuna «correlazione diretta» tra l’aumento del crimine per fendenti e una diminuzione dei numeri di polizia, ma la questione rimane dibattuta.

di Elena Pelloni

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24 ottobre 2019

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