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Colpiti operatori di pace

· ​Il segretario del Wcc sugli attacchi ai sacerdoti in Africa ·

Una severa condanna per il sangue versato, che aggiunge orrore a orrore, in contesti già oltremodo segnati dall’intolleranza. E, soprattutto, un appello a incrementare l’impegno affinché prevalgano il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa. È quanto ha affermato il reverendo Olav Fykse Tveit, segretario generale del World Council of Churches (Wcc), con riferimento ai recenti episodi di violenza che in diverse nazioni africane hanno visto come vittime dei sacerdoti cattolici. Un fenomeno, quello degli omicidi o anche dei rapimenti di preti e religiosi, che in Africa appare in continua e preoccupante crescita.

Il riferimento del segretario del Consiglio ecumenico delle Chiese è a due recenti episodi avvenuti in Sud Sudan e in Camerun che suscitano particolare indignazione perché hanno colpito due sacerdoti conosciuti per il loro lavoro pastorale a favore della gente più povera. Si tratta del gesuita Victor Luke Odhiambo, aggredito e ucciso da sconosciuti la notte del 15 novembre a Cueibet, in Sud Sudan, e del sacerdote keniano Cosmos Omboto, caduto il 21 novembre in Camerun vittima del fuoco incrociato tra militari e separatisti. «Condanniamo questi attacchi e sosteniamo nella preghiera le vittime, le famiglie, le comunità e la loro Chiesa», afferma Tveit, per il quale questi attacchi «sono ancora più aberranti» perché hanno colpito «due operatori di pace che avevano dedicato la vita a portare giustizia nei loro rispettivi paesi». Di qui l’appello a «raddoppiare i nostri sforzi per contrastare l’odio e l’intolleranza e promuovere il rispetto della dignità umana e per la libertà di religione o di credo per tutti».

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23 maggio 2019

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