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Colpite due città
costiere siriane

· Raggiunto da missili il Collegio di Terra santa gestito dai francescani ad Aleppo ·

Due città siriane roccheforti del Governo di Damasco sono state teatro di una serie di attentati quasi simultanei, che hanno causato oltre 100 morti. La notizia, riferita dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, è stata confermata anche dai media ufficiali siriani che parlano di almeno 65 vittime. Teatro degli attentati sono stati la città costiera di Jableh, nella provincia di Latakia, e quella di Tartus, sempre sulla costa ma 60 chilometri più a sud.

A Jableh in quattro diverse esplosioni sono morte almeno 48 persone. A Tartus, nei pressi di una base navale russa, i morti sono stati almeno 51 e molte persone sono rimaste ferite da tre esplosioni. Secondo una fonte del ministero dell’Interno riportata dall’agenzia ufficiale Sana, ci sarebbero diversi feriti gravi e il bilancio delle vittime potrebbe salire. L’attacco, ha informato la tv ufficiale, è avvenuto presso una stazione di autobus con l’esplosione di un’autobomba mentre due attentatori suicidi si facevano saltare.

Violenze anche ad Aleppo, dove sono stati colpiti da missili alcuni edifici della Custodia di Terra santa, fino a ora risparmiati dai bombardamenti e divenuti rifugio per la popolazione. Sabato sera due missili hanno colpito in particolare il collegio di Terra santa, causando un morto e due feriti gravi. Le vittime sarebbero tutte donne facenti parte di un gruppo di anziani rifugiati nell’edificio. A comunicarlo è stata la Custodia di Terra santa, che ha ribadito la volontà dei francescani di continuare la loro missione di testimonianza e di assistenza alla popolazione. Intanto, il premier iracheno, Haider Al Abadi, ha annunciato oggi il via all’operazione militare per riprendere la città di Falluja, che dista appena 50 chilometri da Baghdad, in mano ai miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is).

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