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​Colpi di mortaio nel centro di Damasco

· Sempre più frequenti gli scontri tra esercito e ribelli ·

 Non c’è tregua alle violenze in Siria. Colpi di mortaio hanno raggiunto ieri il centro di Damasco. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, che accusa i gruppi armati attivi nell’area di Ghouta orientale e denuncia «una nuova violazione dell’accordo per la zona di de-escalation».

Soccorritore siriano mostra l’immagine di sua madre morta sotto le macerie nel Ghouta (Afp)

Secondo la Sana, non ci sono state vittime per i due attacchi, che hanno fatto solo danni materiali. Le forze di Damasco «hanno risposto colpendo le aree da cui sono stati lanciati gli attacchi nel Ghouta orientale» aggiunge l’agenzia, che parla di «pesanti perdite per i gruppi armati». Anche nel nord-ovest della Siria si segnalano nuovi combattimenti. Un centro sanitario gestito dall’organizzazione internazionale Medici senza frontiere (Msf) a Mishmishan, nel governatorato di Idlib, è stato colpito nei giorni scorsi da un raid aereo. La notizia è stata diffusa ieri. Il bombardamento — precisa una nota di Msf — è avvenuto mentre l’équipe medica del centro era impegnata in villaggi limitrofi per seguire il programma di vaccinazioni. «È solo per una coincidenza che la vita dei suoi componenti, oltre a quelle dei genitori e dei bambini che sarebbero stati in fila per le vaccinazioni, sono salve» sottolinea l’organizzazione. L’attacco ha però portato alla morte di sei persone che si trovavano nel centro, tutti pazienti o loro accompagnatori, e al ferimento di altre 17, tra cui tre medici. Quello di Mishmishan è solo l’ultimo di una serie di attacchi contro strutture mediche e ospedaliere in Siria. Dalla metà di dicembre scorso, gli intensi combattimenti in diverse aree del paese, sia con attacchi aerei che con bombardamenti di terra, stanno causando uno dei più grandi spostamenti di persone dall’inizio della guerra. Le violenze sono in aumento e stanno mettendo a dura prova la popolazione che ha già alle spalle quasi sette anni di guerra.

E intanto, sempre ieri il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, e il re saudita Salman bin Abdulaziz hanno discusso della crisi in corso in Siria in un colloquio telefonico. 

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19 marzo 2019

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