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Colpa
dell’uomo

· ​Il patriarca Bartolomeo nella Giornata mondiale dell’ambiente ·

«La protezione della natura è nell’interesse di tutti. Comunità locali, allevatori, agricoltori, produttori, educatori, religiosi, giovani, anziani, tutti noi dovremmo essere arruolati come custodi dell’ambiente. Ognuno ha un mandato morale e una responsabilità davanti a Dio, e naturalmente davanti al mondo intero, di curare e preservare il creato. Un Asopo pulito denota un mondo pulito, un ambiente pulito riflette una società pulita, un commercio pulito implica un cuore pulito». 

È stato in gran parte dedicato al grave stato di inquinamento dell’Asopo, fiume che scorre nella regione della Beozia, in Grecia, l’intervento del patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, pronunciato ieri in Beozia davanti, fra gli altri, al presidente della Repubblica greca, Prokopis Paulopoulos, e all’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Geronimo ii. L’occasione è stata la Giornata mondiale dell’ambiente celebrata il 5 giugno in tutto il pianeta.
L’inquinamento dell’Asopo, ha spiegato lo stesso Bartolomeo, «dimostra le molteplici responsabilità degli individui nel salvaguardare efficacemente l’integrità della creazione. Governo, corporazioni, accademici, società civile, Chiesa, tutti i cittadini di buona volontà devono sopportare e condividere personalmente l’onere della tutela dei sistemi naturali, contenenti ogni forma di vita sulla terra». Tuttavia, la crisi di questo fiume «evidenzia anche il valore della ricerca scientifica riguardo la valutazione e la soluzione di sfide cruciali legate all’inquinamento, alla biodiversità e soprattutto al cambiamento climatico. Insomma, l’Asopo è un microcosmo della crisi ecologica globale, essendo diventato sinonimo di rifiuti tossici e di contaminazione letale».

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22 settembre 2019

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