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Colosso dell’evangelizzazione

· ​A Washington viene proclamato santo Junípero Serra ·

Vero figlio di san Francesco di Assisi, Junípero Serra (1713-1784) cercò di adeguare la sua vita all’invito del Poverello di andare «nel mondo intero», per recare a tutti, con «la parola e le opere», la Buona Novella e il suo contenuto: la persona di Gesù Cristo (cfr. San Francesco, Lettera all’Ordine, 9 ss).

Junípero nacque in Spagna, isola di Maiorca, e si dedicò all’insegnamento universitario. Ma essendo già francescano mai tralasciò il ministero della predicazione. Accorrevano le folle per ascoltarne la parola. Il suo modo di parlare rivelava un ardente zelo apostolico, lo stesso che all’età di trentacinque anni lo portò in Messico come missionario. Vi andò con frate Francisco Palóu, che gli rimase accanto per tutta la vita (come collaboratore, amico, storico), frate Juan Crespi e altri trenta missionari francescani. Qui fondò cinque missioni: Jalpán (dedicata a san Giacomo), Conca (a san Michele Arcangelo), Landa de Matamoros (all’Immacolata concezione), Tilaco (a san Francesco d’Assisi) e Tancoyol (a Nostra Signora della luce). In queste zone lavorò con costanza e zelo apostolico, apprese la lingua Pame e tradusse in questo idioma le preghiere e i precetti cristiani, diffondendo inoltre la devozione all’Immacolata.

Giustamente Junípero Serra fu definito un colosso dell’evangelizzazione. Non risparmiò sforzi per portare a tutti la Buona novella. Per lui il Vangelo era tutto. In diciassette anni, dal 1767 al 1784, percorse nella sola California circa diecimila chilometri a piedi. Con una piaga in un piede che lo accompagnò fino alla morte, fedele al suo motto: «Avanti, sempre avanti!». Fino al giorno della sua morte, avvenuta a Monterey il 28 agosto 1784, Junípero fu pervaso da una sola passione, quella di condividere con tutti la “dolcezza del Signore”. Considerato il padre degli indios, fu onorato come un eroe nazionale: la sua statua troneggia nella Sala dei congressi tra i padri fondatori degli Stati Uniti.

di José Rodríguez Carballo

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25 marzo 2019

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