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Col ritmo del respiro

· Papa Francesco invita i carismatici a non temere le diversità e a cercare l’unità che è opera dello Spirito ·

«Quando inspiriamo, nella preghiera, riceviamo l’aria nuova dello Spirito e nell’espirarlo annunciamo Gesù Cristo». Ha scelto un’immagine suggestiva Papa Francesco per invitare i carismatici a «conoscere e accettare con gioia i diversi doni che lo Spirito Santo dà ad ognuno e metterli al servizio di tutti nella Chiesa».

Incontrando nella mattina di venerdì 31 ottobre, nell’Aula Paolo VI, un migliaio di membri della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships — giunti da tutto il mondo per partecipare alla XVI Conferenza internazionale sul tema «Lode e adorazione per una nuova evangelizzazione» — il vescovo di Roma ha raccomandato anzitutto di ricercare l’unità e di non temere le diversità, perché «unità non è uniformità, non è fare obbligatoriamente tutto insieme, né pensare allo stesso modo». Al contrario, significa «saper ascoltare, accettare le differenze, avere la libertà di pensare diversamente e manifestarlo! Con tutto il rispetto per l’altro che è il mio fratello».

Successivamente il Pontefice ha approfondito il tema della necessità e dell’importanza della preghiera di lode, particolarmente cara al Rinnovamento carismatico. «Quando si parla di preghiera di lode nella Chiesa — ha spiegato — vengono in mente i carismatici», però essa «non è solamente la preghiera dei carismatici, ma di tutta la Chiesa! È il riconoscimento della signoria di Dio su di noi e sopra tutto il creato espresso nella danza, nella musica e nel canto». E in proposito ha voluto manifestare un personale ringraziamento al gruppo di giovani musicisti provenienti dal nord del Brasile che hanno suonato durante l’udienza.

Insieme alla preghiera di lode, Francesco ha poi richiamato la preghiera di intercessione, la quale — ha detto — «è oggi un grido al Padre per i nostri fratelli cristiani perseguitati e assassinati e per la pace nel nostro mondo sconvolto». Da qui la consegna: «Lodate sempre il Signore, non smettete di farlo, lodatelo sempre di più, incessantemente».

Infine salutando il pastore evangelico Giovanni Traettino, il Papa ha esortato a non dimenticare le origini e la natura ecumenica del movimento. «Ecumenismo spirituale, pregare insieme e annunziare insieme che Gesù è il Signore e intervenire insieme in aiuto dei poveri, in tutte le loro povertà: questo si deve fare», ha concluso, ripetendo che «oggi il sangue di Gesù, versato dai suoi molti martiri cristiani in varie parti del mondo, ci interpella e ci spinge all’unità». Del resto, ha fatto notare, «per i persecutori, noi non siamo divisi, non siamo luterani, ortodossi, evangelici, cattolici… No! Siamo uno! Per i persecutori siamo cristiani! Non interessa altro. Questo è l’ecumenismo del sangue che oggi si vive».

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17 settembre 2019

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