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Coesione e stabilità

· Appello dei presuli della Costa d’Avorio al termine dell’assemblea plenaria ·

«Salviamo la coesione sociale e la stabilità del nostro Paese»: è l’appello che dà il titolo al messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale della Costa d’Avorio al termine dell’assemblea plenaria svoltasi nei giorni scorsi ad Abengourou, capoluogo della regione Moyen-Comoé.

I vescovi invitano a lottare contro le «malattie morali e spirituali», contro le violenze e il guadagno facile, chiedono soprattutto ai giovani di lavorare per il bene della nazione, per ridarle speranza. «Dopo un decennio di grave crisi», è l’ora della riconciliazione e della ricostruzione, attraverso la verità, il perdono e la giustizia, seguiti da stabilità, pace e progresso.

Nel documento, i presuli si soffermano innanzitutto sulle problematiche attuali del Paese che provocano «conseguenze incalcolabili»: in particolare, sono chiamati in causa la corsa al guadagno facile, la smania di potere, il rapimento di minori, l’uccisione degli albini, la profanazione di tombe, la malnutrizione infantile e la morte di bambini nei crimini rituali, la tossicodipendenza e l’alcolismo, le gravidanze precoci e i numerosi aborti che ne conseguono. La ricchezza a tutti i costi spinge molti abitanti a svendere le terre di famiglia per ritrovarsi, essi stessi, senza terra. E così, si osserva nel messaggio, «passano il loro tempo abusando di alcol e droga che finiscono per fare di loro dei relitti umani inadatti allo sviluppo» del Paese. Non meno grave il fenomeno dei cosiddetti “microbi”, piccoli delinquenti che, muniti di asce, accette o di pistole, aggrediscono chiunque sul loro cammino: «Arrivano perfino a uccidere, senza paura né tentennamenti. Denunciando questo flagello, supplichiamo chi li manda di fermarli», sottolinea la Conferenza episcopale.

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11 dicembre 2019

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