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​Civiltà sommersa

· ​Altre centinaia di profughi e migranti allo sbaraglio inghiottiti dal Mediterraneo ·

Otto donne e quattro bambini tra i 71 morti trovati nel Tir in Austria

Uno dei profughi salvato nel Mediterraneo e in attesa di sbarcare a Reggio Calabria (Ap)

Oltre duecento sono i morti accertati nella nuova, ennesima tragedia consumatasi ieri pomeriggio nel Mediterraneo, trasformato sempre più in un gorgo che inghiotte vite e civiltà. La Guardia costiera libica, citata dal quotidiano britannico «The Guardian» che sta seguendo ora per ora la vicenda, ha comunicato di averli individuati davanti alle coste di Zuwara, la città libica al confine con la Tunisia teatro di un doppio naufragio. I corpi di oltre quaranta persone sono stati trovati nella stiva di un barcone che si è arenato su una spiaggia, mentre circa altri centosessanta galleggiavano in mare. Quelli recuperati, al momento in cui andiamo in stampa, sono 82. Le persone tratte in salvo finora dai soccorritori a Zuwara sono 198. A quanto si è appreso, di conserva con il barcone, con oltre quattrocento persone a bordo, navigava un gommone con almeno altre centoventi, che è affondato, il che purtroppo prospetta conseguenze ancora più drammatiche del duplice naufragio.

Naufragi dopo poche miglia di navigazione dalla Libia — a Zuwara le due imbarcazioni non ne avevano percorsa neppure una — verso le coste europee sembrano ormai una normalità, a conferma di come profughi e migranti spinti dalla disperazione, dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla fame, e costretti ad affidarsi ai trafficanti di esseri umani siano gettati da questi in mare su imbarcazioni sempre più fatiscenti. Il giorno prima, oltre cinquanta morti erano stati trovati a bordo di imbarcazioni soccorse dalla nave svedese Poseidon. Proprio oggi l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati ha comunicato che dall’inizio dell’anno sono oltre duemilacinquecento i morti accertati in Mediterraneo e trecentomila i profughi e migranti giunti nell’Unione europea.

Tra le notizie delle due ultime tragedie nel Mediterraneo si è innestata quella del ritrovamento, ieri, di 71 corpi senza vita in un Tir abbandonato su una piazzola autostradale nei pressi della località austriaca di Pamdorf, nella regione del Burgenland, lungo quella “rotta” attraverso il Balcani percorsa anch’essa da migliaia di infelici preda di trafficanti omicidi. Hans Peter Dokozil, capo della polizia del Burgenland, ha reso noto stamani che i 71 morti, sembra per asfissia, sono ritenuti profughi siriani. Tra loro ci sono otto donne e quattro bambini. 

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20 marzo 2019

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