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Civili tuareg uccisi
da un gruppo armato

· ​Nel Mali nord-occidentale vicino alla frontiera con la Nigeria ·

Alcune decine di tuareg sono stati uccisi nella notte tra martedì e mercoledì nel nord-est del Mali, vicino alla frontiera con la Nigeria, un zona dove si affrontano i jihadisti del sedicente stato islamico e due gruppi armati composti principalmente da tuareg, che sostengono le truppe maliane e francesi. In quest’area della regione di Menaka, numerose persone appartenenti alle comunità peul e tuareg hanno perso la vita dall’inizio dell’anno.

Il Movimento per la salvezza dell’Azawad (Msa) ha denunciato gli attacchi lanciati da «dodici banditi armati a bordo di alcune moto che hanno fatto irruzione in numerose località e ucciso 47 persone della comunità idaksahak (tuareg). Gli assalitori sono partiti dopo aver acceso un incendio e sono tornati al confine nigeriano», lo si legge in un comunicato.

Proseguono anche gli scontri tra comunità rivali nel centro del Mali, al confine con il Burkina Faso e il Niger, e secondo fonti dell’Onu, nel 2018 si registrano oltre 500 vittime tra i civili, nonostante la morte annunciata da Parigi e Bamako di Amadou Koufa, un importante leader jihadista fulano ucciso in un’operazione antiterrorismo tre settimane fa. Una morte smentita da Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) che non ha tuttavia dato le prove che sia ancora in vita.

L’apparizione in questa regione del gruppo jihadista di Koufa ha scatenato un ciclo di violenze dei gruppi di autodifesa di matrice etnica dogon e bambara contro i villaggi fulani, accusati di sostenere i gruppi islamisti, secondo un rapporto pubblicato la scorsa settimana da Human rights watch.

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